«La chiave del giallo Pica è nella casa di mia madre»

19 Maggio 2016

L’ex marito Berghella: si vada a fondo sul perché Silvana venne mandata via

PESCARA. «La casa di mia madre: il segreto della scomparsa di Silvana Pica è conservato in quella casa di via De Amicis, da dove Silvana viene mandata via per la prima volta la sera in cui poi sparisce. Ma perché mia madre la manda via, dopo che per vent’anni, e a mia insaputa, aveva continuato ad accoglierla in qualunque condizione, anche psicologica, si trovasse Silvana? È qui che sta il nesso causale per capire che cosa è successo dopo a Silvana Pica».

Il dottor Vincenzo Berghella chiama per nome e cognome l’ex moglie sparita il 17 gennaio del 2012, e stanco dei sospetti e delle illazioni che il caso della scomparsa di Silvana Pica sta rialimentando su di lui dopo che la Procura ha riaperto il caso, dice ancora: «C’è un unico motivo per cui mia madre manda via Silvana: evidentemente quella sera Silvana aveva minacciato, con le sue richieste o lamentele, quanto di più prezioso aveva mia madre da sempre, il suo secondogenito Marcello, che mia madre chiama immediatamente, e si parlano per due volte al telefono, dopo che Silvana viene allontanata da via De Amicis».

Famiglia divisa. È una ricostruzione personale, che Vincenzo Berghella fa sulla scorta di dinamiche familiari avvelenate da anni di liti e gelosie per cui lui e il fratello non si parlano dal 1992, «dopo che», racconta, «alla morte di mio padre fui costretto a fare causa a lui e a mia madre che non volevano dividere l’eredità che altrimenti sarebbe stata sperperata, come infatti è avvenuto con quello che gli è toccato. Da allora mi hanno fatto una guerra feroce, si è scatenato un odio contro di me per cui hanno fatto fronte comune con Silvana, che mi continuava a fare cause su cause dopo la separazione. Mia madre, mio fratello e Silvana. Questa è stata la situazione per vent’anni, e a mia insaputa, visto che su questo mia madre ha fatto sempre scivola e casca. Ma allora perché quella sera in cui Silvana Pica scompare, mia madre per la prima volta non l’accoglie? Qua sta il fulcro della storia».

Una storia che Vincenzo Berghella ha ricostruito a modo suo e che aspetta di poterla andare a raccontare alla pm Anna Rita Mantini che sta indagando con la Mobile sulla scomparsa della ex moglie e, parallelamente con la Finanza, su una vicenda legata alle pensioni facili per cui lo stesso Berghella è indagato con l’accusa di millantato credito. «Questo è un capitolo a parte», afferma, «ma ora chiedo che una volta per tutte si vada a fondo su certi equilibri che sono pronto a raccontare».

I soldi. La convinzione del medico ed ex consigliere comunale di Forza Italia, tutta da dimostrare, è che la madre e il fratello avevano fatto fronte comune con Silvana Pica «per fare la guerra a me e continuare a sfruttarmi indirettamente visto che Silvana continuava a percepire i miei soldi, anche se dopo una decina d’anni avevo smesso di pagarle gli alimenti. Ma glieli ho dovuti dare dopo, solo nell’ultimo anno prima della sua scomparsa parliamo di circa 35mila euro, e aveva avuto cento milioni di lire da un appartamento che avevamo venduto diversi anni fa. Nell’ultimo periodo i soldi ce li aveva Silvana, aveva pagato di tasca sua anche le spese per la ristrutturazione di un immobile che avevamo ancora in comune».

Appello alla Procura. «Adesso basta», si sfoga Vincenzo Berghella, «è ora che la Procura apra gli occhi e veda davvero come stanno le cose. Tanto per dirne una: un anno prima che scomparisse Silvana avevo fatto una proposta di divisione degli immobili intestati ancora a me e a Silvana, su cui era d’accordo anche la dottoressa Polzella del centro di igiene mentale che aveva in cura Silvana. Ma intervenne mia madre e fece saltare tutto»

Madre e figlio. Accuse che arrivano quando la signora Giovanna Rosica non c’è più e non può difendersi, ma che in realtà gettano ombre su Marcello Berghella che invece da quattro anni si danna l’anima affinché non si smorzi l’attenzione, e soprattutto s’indaghi davvero sulla scomparsa della cognata con cui, nonostante la separazione dal fratello Vincenzo, aveva effettivamente mantenuto un rapporto fraterno che ha più volte raccontato in televisione.

L’orario sbagliato. «Ma perché», domanda Vincenzo Berghella, «per settimane, subito dopo la scomparsa di Silvana, lui e mia madre hanno continuato a dire un orario diverso rispetto a quello in cui poi si è effettivamente allontanata Silvana dalla casa di via De Amicis? Perché parlano del pomeriggio quando Silvana è andata via la sera, intorno alle 20,15, come ho raccontato io e come ringraziando Iddio una testimone diretta dice di aver visto Silvana che attraversava via Battisti? Io un’idea ce l’ho. Non so quello che è successo dopo, dove è andata Silvana, se è tornata a casa, se ha visto le romene che stavano a casa sua, non lo so e non lo posso sapere. Ma di certo mia madre ha gestito gli ultimi momenti in cui è stata vista Silvana e poi ha chiamato mio fratello».

Le telefonate. Ma quella stessa sera ci sono una miriade di telefonate che l’anziana vedova Berghella fa al primogenito Vincenzo poco dopo le 19. «Me ne avrà fatte una decina, ma io ero in macchina e non le ho risposto, perché mi chiamava di continuo per lamentarsi di qualche problema di salute. Mi ha richiamato verso le 20,15 mentre ero a cena a casa a Moscufo con mia moglie, per poi interrompere immediatamente la chiamata perché ci disse che suonavano al citofono. Dopo qualche minuto richiamò dicendo che era Silvana e che aveva un labbro gonfio, che era agitata e che l’aveva mandata via. Ma quando la manda via le chiede anche dove va. Mia madre», sostiene Vincenzo Berghella, «sapeva dove andava Silvana. E lo dice anche a mio fratello che quella stessa mattina aveva chiamato al telefono Silvana».

Una telefonata che Marcello Berghella, incalzato dal conduttore dell’ultima trasmissione a cui ha partecipato, spiega dicendo di aver cercato la cognata preoccupato perché non era andata a pranzo da loro la domenica, e che lei non gli aveva comunque risposto.

Segue, di quell’ultima giornata di Silvana, la testimonianza di una delle coinquiline romene secondo cui alle 15,30 accordandosi sulle bollette da pagare, nota il labbro gonfio di Silvana, gliene chiede conto e le parla di un’allergia. Poi qualche ora di vuoto, l’incontro con la suocera e, improvvisamente, il nulla.

Che fine ha fatto Silvana Pica?

©RIPRODUZIONE RISERVATA