La Cia: «Agricoltura al tappeto per la siccità»

11 Settembre 2024

L'AQUILA. Agricoltura in ginocchio a causa della siccità. La Cia Abruzzo ha richiesto alla Regione Abruzzo di dichiarare lo stato di calamità naturale a causa della grave mancanza d'acqua che ha...

L'AQUILA. Agricoltura in ginocchio a causa della siccità. La Cia Abruzzo ha richiesto alla Regione Abruzzo di dichiarare lo stato di calamità naturale a causa della grave mancanza d'acqua che ha colpito il territorio nel corso dell'anno.
L'appello è stato inoltrato al presidente della Regione, Marco Marsilio, al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, e all'assessore all'Agricoltura, Emanuele Imprudente. «La siccità prolungata, unita a temperature eccezionalmente elevate, ha avuto effetti devastanti sulle colture agricole», spiega la Cia Abruzzo, «i danni stimati includono una riduzione delle produzioni agricole di circa il 50%, con conseguenze negative non solo per gli agricoltori, ma per l'intera filiera agroalimentare». I settori più colpiti comprendono cereali, ortaggi, frutteti, vigneti e uliveti, con una significativa perdita di reddito per molte aziende e un rischio crescente di desertificazione in alcune aree della regione. Oltre alla perdita delle colture, gli agricoltori hanno dovuto fare i conti con il forte aumento dei costi di produzione, che ha prodotto un ulteriore aggravio economico.
«La situazione ha anche compromesso la biodiversità del territorio, mettendo in pericolo numerose specie vegetali e animali. La siccità del 2024 è una delle peggiori degli ultimi decenni e ha colpito duramente le nostre aziende agricole, mettendo a rischio la sostenibilità economica e ambientale dell'intero comparto», ha dichiarato il presidente della Cia Abruzzo, Nicola Sichetti, «chiediamo alla Regione e al Governo di intervenire immediatamente, non solo con aiuti straordinari, ma con piani a lungo termine per fronteggiare le emergenze climatiche, sempre più frequenti. L'agricoltura abruzzese ha bisogno di soluzioni concrete per garantire il suo futuro».
Queste le richieste della Cia: dichiarazione dello stato di calamità naturale da parte del Governo; misure di sostegno per le aziende agricole danneggiate, quali indennizzi, moratorie sui mutui e accesso a credito agevolato; progetti strutturali per una gestione sostenibile delle risorse idriche, come la realizzazione di nuovi invasi e sistemi di irrigazione efficienti e sostegno alla ricerca di colture resistenti alla siccità e pratiche agricole innovative.
«Se non si interviene con urgenza», conclude Sichetti, «molte aziende agricole saranno costrette a chiudere. È necessario che le istituzioni e gli enti preposti ascoltino le nostre richieste e agiscano prontamente per trovare una soluzione che permetta di salvaguardare il futuro dell'agricoltura in Abruzzo». (m.p.)