La città si spopola, il sindaco: «Ripartiamo dal centro storico»

2 Aprile 2022

Petrucci commenta il calo demografico registrato dall’Istat: «Possiamo recuperare con i fondi Pnrr» E sui servizi persi, il primo cittadino punta a riportare l’Aca: «Trattiamo per riaprire uno sportello» 

PENNE. Pnnr, infrastrutture turistiche, riqualificazione dell'antico centro storico e una migliore qualità della vita. Queste le ricette principali del sindaco di Penne, Gilberto Petrucci, per contrastare il calo demografico e la perdita di servizi importanti per la comunità pennese. A Penne negli ultimi 10 anni la popolazione è diminuita di 1.000 unità. Dal 2010 a oggi si è passati da 12.873 residenti ad 11.470 del 2021. Un dato preoccupante soprattutto se messo in relazione con le scarse opportunità di lavoro presenti sul territorio e con una difficile lotta per non perdere gli uffici pubblici essenziali. Preoccupa anche lo scarso appeal del centro storico, che oggi conta solo 1.060 residenti. «Il calo demografico che si registra nella città di Penne è in linea con il dato nazionale», commenta il sindaco Gilberto Petrucci. «Purtroppo nascono meno bambini, i giovani preferiscono trasferirsi nei centri della costa per motivi di studio e poi di lavoro, e di conseguenza aumenta la fascia di popolazione anziana», osserva il primo cittadino di Penne, «le aree interne possono rientrare in gioco agganciandosi alle nuove politiche che si stanno mettendo in campo. Il Pnrr deve essere il collante di tutto ciò. Borghi e territori, insieme alle grandi aree metropolitane, saranno il motore del nuovo sviluppo: è necessario avviare quindi il contro esodo utilizzando le opportunità che ci sono. La mia maggioranza è a lavoro per migliorare la qualità della vita e incrementare i servizi. Potenzieremo le infrastrutture turistiche e sociali, come asili nido e centri per anziani, e renderemo Penne una città-destinazione. Vogliamo offrire un'opportunità di qualità della vita abbinata a benessere e reddito», continua Gilberto Petrucci. Fondamentale sarà anche mantenere i servizi attualmente presenti e cercare di recuperare qualcuno di quello persi, come l'ufficio Aca. «Negli ultimi anni abbiamo aperto il distaccamento dei Vigli del Fuoco, mantenuto il Giudice di Pace e l'Inps, insieme allo sportello dell'Agenzia delle Entrate, all'ufficio regionale dell'agricoltura e il centro per l'impiego. A Roccafinadamo, una delle frazioni più lontane dal centro cittadino, abbiamo riaperto l'ufficio postale e arriverà anche lo sportello-bancomat. Per quanto riguarda l'Aca (l'ufficio pennese è stato chiuso nel 2018) stiamo dialogando con l'azienda per aprire uno sportello, le regole di Arera sono rigide», conclude il sindaco Petrucci.
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