La città che vive frugando tra i rifiuti

Via Fabrizi: una ragazza entra nel cassonetto in pieno giorno. Il direttore di Attiva: cercano cibo, ma anche metalli
PESCARA. Sopravvivere rovistando nei cassonetti della spazzatura in cerca di cibo, ma anche di materiale pregiato come rame, ferro e altro genere di metalli da rivendere, magari “al nero”, al miglior offerente per ricavarne un bottino da capogiro.
Il fenomeno in città è sempre più dilagante e c'è chi nel contenitore dei rifiuti ci si butta anima e corpo, soprattutto corpo, per frugare fino in fondo e non perdere l'occasione per svoltare un pranzo, una cena o per fare un affare.
Stranieri, poveri, anziani, senza fissa dimora sono i clienti abituali dei 5000 cassonetti sparsi su tutto il territorio cittadino. Presi di mira, in particolar modo, quelli che si trovano nelle vicinanze di mercati rionali e supermercati, dove gli avanzi e gli scarti di taluni possono diventare alimento raffinato e goloso per altri.
Segnalazioni di “rovistatori per necessità” arrivano di continuo all'Attiva, l’azienda che si occupa della raccolta dell'immondizia.
Lo conferma il direttore generale Massimo Del Bianco: «Sono soprattutto gli stranieri quelli che ci si buttano anche dentro i contenitori per cercare, in maniera mirata, i metalli di vario genere. Rame, acciaio, ferro, prevalentemente, che sul mercato possono valere centinaia di euro. Alle porte tolgono le maniglie, ai frigoriferi il corpo del motore, alle televisioni gli apparati di rame. E quando hanno trovato ciò che cercano, il pezzo giusto da rivendere, buttano il resto e lasciano i residui fuori dai contenitori».
Persone disperate, o furbacchione, capaci di aggirare abilmente anche i controlli delle forze dell'ordine. «Se durante il trasporto verso la destinazione dove la merce troverà collocazione dietro lauto compenso», prosegue il direttore generale di Attiva, che conta oltre 180 dipendenti, «qualcuno subisse un controllo, avrebbero pronta anche la risposta: è merce di proprietà che sto andando a portare in ricicleria. Anche le grondaie sono nel mirino e persino i portafiori di metallo nei cimiteri. A cercare cibo di scarto, invece, sono soprattutto le persone anziane, che rovistano per fame nei bidoni della spazzatura posti nelle vicinanze dei mercati rionali». Attiva può fare qualcosa per contrastare il fenomeno? «Non possiamo presidiare e tenere sotto controllo i 5000 cassonetti della città», conclude Del Bianco. Un problema che sta diventando sempre più allarmante
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