La città piange Livio consigliere ombra degli ultimi sindaci

Appassionato di bande musicali, era sempre in prima fila nei consigli comunali e nella sua parrocchia di Sant’Antonio
MONTESILVANO. La persona più buona di Montesilvano. È questo il giudizio che Livio De Vincentiis ha lasciato nei tanti montesilvanesi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. La città adriatica si è svegliata ieri con una drammatica notizia che ha fatto scendere un velo di tristezza per la prematura scomparsa di un personaggio amato da tutti. Una brutta caduta a novembre, la necessità di una protesi al ginocchio e poi, all'improvviso, un mese fa, una febbre alta dovuta a un’infezione e il ricovero in ospedale a Pescara. Mercoledì scorso, poi, l’uomo aveva subito un intervento per la rimozione della protesi, ma a distanza di 48 ore non ce l’ha fatta, strappandolo ai suoi cari e all’affetto della sua città.
Aveva compiuto 58 anni lo scorso 9 febbraio Livio, ma la sua disabilità lo aveva reso un eterno ragazzone, sempre pronto a salutare tutti e a condividere con gli altri le sue più grandi passione: la banda, la fede e il Comune di Montesilvano. Era proprio all’interno di Palazzo di città e nella chiesa di Sant’Antonio, entrambi a pochi passi dalla sua abitazione di via San Pietro che condivideva con la mamma Clinetta, che il montesilvanese trascorreva la maggior parte delle sue giornate, assistendo i parroci nelle funzioni e presenziando a tutti i Consigli comunali. Quasi un impegno personale, quest’ultimo, che lo spingeva addirittura a giustificarsi quando, per qualsiasi ragione, doveva abbandonare l’aula consiliare in anticipo.
All’interno del municipio, inoltre, Livio poteva contare sull’affetto del cognato Oriano Candeloro e del nipote Marco, rispettivamente marito e figlio della sorella Franca, ma anche di tutti i dipendenti comunali che avevano imparato a conoscerlo e ad apprezzarlo per i suoi modi mai invadenti. La fede in Dio e la voglia di far parte della comunità lo spingevano poi a frequentare con costanza la sua parrocchia, quella di Sant’Antonio, dove quasi per destino verranno celebrati i suoi funerali proprio oggi alle 16 (muovendo dalla Casa Funeraria Mambella), nella giornata del Santo Patrono di Montesilvano cui era tanto devoto. E poi c’era la banda, soprattutto quella militare, una passione che lo aveva portato a conoscere la vita e le opere dei grandi compositori e dei direttori di bande, e a riconoscere addirittura gli errori commessi dai musicisti. Non è un caso se i primi messaggi di cordoglio sono arrivati proprio dalla Fanfara dei Carabinieri di Roma, diretta dal Maestro Danilo Di Silvestro, e dal fratello di quest’ultimo, Claide, professore di orchestra nella Banda Centrale della Marina militare italiana, entrambi concittadini e amici di Livio.
Vicino alla famiglia anche il mondo della politica, a cominciare dal sindaco Ottavio De Martinis che di Livio ricorda la semplicità, la dolcezza, il sorriso, gli abbracci e la partecipazione agli eventi della città. «Ci sentiamo tutti un po’ più soli», commenta il primo cittadino che si dice certo «dell’accoglienza festosa che il cielo gli ha riservato. Ci piace immaginare che una banda suonerà una musica allegra solo per lui». A piangere Livio anche l’ex sindaco Renzo Gallerati. «Ogni mattina era sulla mia sedia», ricorda, «e io gli dicevo “Ora devi essere sindaco per qualche minuto”. E lui felice mi rispondeva “Ok, capo. Ma poi torni, vero?”. E poi ricordo il 13 luglio 1997, quando venne l’allora capo di Stato Oscar Luigi Scalfaro e io, con Livio al mio fianco, rompendo ogni protocollo, lasciai che lui stringesse la mano al presidente prima di me».
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