La città resta senza alberghi «Meno palazzi e più servizi»

FRANCAVILLA. Meno palazzi, più attrazioni e un’offerta al passo con i tempi. Sono questi i suggerimenti che arrivano per riportare il turismo a Francavilla ai fasti di un tempo. Negli anni ’70...
FRANCAVILLA. Meno palazzi, più attrazioni e un’offerta al passo con i tempi. Sono questi i suggerimenti che arrivano per riportare il turismo a Francavilla ai fasti di un tempo. Negli anni ’70 Francavilla era considerata “la perla dell’Adriatico” come ricorda Luciano Pesce, balneatore e presidente di Itf (Imprenditori turistici francavillesi): «Ricordo che in molti già da Pasqua venivano per affittare la casa vacanza per l’estate», spiega, «c’era un movimento diverso, senza l’online, senza internet. Francavilla era il fiore all’occhiello della costa adriatica e in molti la sceglievano come meta per le vacanze. In quel periodo sono nati tanti di quegli alberghi che poi, uno dopo l’altro, hanno chiuso i battenti», riferimento alle varie strutture come l’hotel La Fenice, Vega, Royal o il Garden, l’ultimo in ordine temporale a esser stato riconvertito in appartamenti. «Oggi le strutture ricettive sono sempre di meno, tanto che spesso si fa riferimento a città limitrofe come Montesilvano, e i palazzi stanno creando una barriera sul lungomare, anche grazie alle norme che consentono l’aumento di volumetria. Ma se si vuole riportare il turismo bisogna offrire servizi adeguati alla richiesta e attrazioni: al di là del pontile e della Sirena in città non c’è molto altro, e questo non aiuta».
Sul punto interviene anche Maurizio Rapino, storico presidente del Blubar Festival: «È vero che molti alberghi hanno chiuso, anche se in alcuni casi ritengo che questo sia avvenuto per la mancanza di un adeguamento al passo con i tempi. Però Francavilla è una città viva, vivace, con una qualità della vita eccellente. Quando ero ragazzo ricordo che i signori il sabato pomeriggio indossavano giacca e cravatta per darsi appuntamento nei bar sotto agli alberghi». E ancora: «Negli ultimi dieci anni c’è stata una ripresa, ma dal mio punto di vista servono alcuni interventi: valorizzare la pista ciclopedonale come porta sulla Costa dei trabocchi, la valorizzazione del porto e lo spostamento all’indietro della linea ferroviaria. Penso che occorra una destagionalizzazione del turismo: se prima tutto si concentrava in estate, ora bisogna essere attrattivi anche nel resto dell’anno». Ma anche lui dice stop all’edilizia: «Tutti i palazzi che stanno sorgendo lungo la costa non aiutano. Serve un intervento urbanistico per porre un freno». (a.d.s.)

