«La città si sente violentata dai furti Quel gesto è un segno di esasperazione»
I manifestini minatori attaccati da anonimi durante la notte hanno suscitato reazioni in città, dividendo i residenti tra accusatori e garantisti. Alcuni, pochi in realtà, anche sui social network...
I manifestini minatori attaccati da anonimi durante la notte hanno suscitato reazioni in città, dividendo i residenti tra accusatori e garantisti. Alcuni, pochi in realtà, anche sui social network hanno contestato duramente l'atto xenofobo. Non se la sente di fare lo stesso il primo cittadino, Maurizio Di Marco Testa. «I manifestini», spiega, «sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso perché la gente di Tagliacozzo è stufa di sentirsi violentare la propria intimità con questi furti. Conoscendo la mia gente», sottolinea, «sono sicuro che si è trattato di un episodio dovuto a un momento di rabbia, ma che non avrà assolutamente ulteriori conseguenze perché la popolazione di Tagliacozzo sa rispettare le proprie regole. Certi episodi trovano la loro ragione poiché in Italia per alcuni tipi di reati le pene sono troppo leggere. Mi auguro che i legislatori quanto prima affronti il problema dei furti inasprendo le pene». Secondo il sindaco, inoltre, «Tagliacozzo è stato sempre un paese abbastanza aperto e pacifico. Questi fatti sono il frutto di episodi che hanno turbato la comunità nei tempi passati. E' chiaro che i processi si fanno in tribunale e la magistratura deve fare il suo corso, ma è anche vero che in una nazione democratica, e in un Comune democratico come Tagliacozzo, che accetta tutti, tutti devono rispettare le regole e nessuno si può permettere di turbare la quiete e la serenità della nostra splendida cittadina». Il sindaco ha annunciato di voler incontrare nei prossimi giorni alcuni responsabili della comunità romena per fare con loro «un punto della situazione anche per isolare le mele marce». (p.g.)

