La collina frana ancora Il Comune ferma le auto

A distanza di due anni non si arrestano gli smottamenti in via Aspromonte Il sindaco vieta il transito delle macchine: residenti a casa soltanto a piedi
MONTESILVANO. Torna la paura in via Aspromonte dove una nuova frana ha messo a repentaglio alcune abitazioni del colle. A distanza di due anni dal movimento franoso di oltre 50 metri che portò a valle alberi, fango e parte della sede stradale, un nuovo smottamento ha peggiorato la situazione spingendo il sindaco Francesco Maragno a firmare una nuova ordinanza di chiusura al traffico della strada. L’episodio si è verificato il 29 dicembre scorso e, a seguito di un sopralluogo dei vigili del fuoco, è stato riscontrato «il movimento franoso del pendio adiacente alla carreggiata», come si legge nel documento del sindaco, «nonché la rottura della conduttura dell’acqua potabile».
Per questa ragione, Maragno ha imposto, oltre alla chiusura al traffico della strada, che resta percorribile solo a piedi, anche una verifica da parte di Enel, Aca e Italgas dei rispettivi impianti per evitare ulteriori problemi alle famiglie residenti. Si tratta in particolare di tre abitazioni, tra cui quella del noto avvocato Sabatino Ciprietti e quella che ospita la sede della Fondazione Zimei, che da oltre due anni ormai convivono con i disagi e la paura di abitare su un terreno troppo fragile, probabilmente compromesso irrimediabilmente da infiltrazioni di acqua dovute alla rottura della rete idrica e all’assenza del coperchio del pozzetto dove erano posizionate le chiavi di arresto della rete, come evidenziato in un documento del Comune.
Indipendentemente dalle cause della frana, avvenuta nel novembre del 2014, resta il fatto che da allora la situazione è stata solo in parte contenuta ma mai risolta. Nei mesi successivi allo smottamento, anche a seguito di perizie tecniche effettuate sul terreno a monte della frana, il Comune ha compiuto alcuni interventi, come l’alleggerimento della scarpata, la pulizia di un fosso di scolo che attraversa parte della collina e l’installazione di un telone sul pendio per evitare ulteriori infiltrazioni di acqua piovana. Eppure i lavori di messa in sicurezza non sono serviti a evitare l’ultimo smottamento che ha provocato anche alcune lesioni all’interno dell’edificio sede della Fondazione Zimei. Per questo, nell’ordinanza, il sindaco dispone anche che la famiglia Zimei effettui le dovute perizie tecniche sul fabbricato per accertare la stabilità dell’edificio.
Intanto, alla paura dei residenti, si aggiunge la preoccupazione del Comune che in questi primi giorni dell’anno ha già effettuato delle verifiche per elaborare la giusta strategia d’intervento. «I tecnici comunali hanno effettuato una serie di sopralluoghi, l’ultimo dei quali ieri mattina», rivela l’assessore ai Lavori pubblici Valter Cozzi. «A breve partiranno nuovi interventi che consisteranno nella messa in sicurezza della strada e nell’installazione di pali di contenimento per rinforzare il pendio». Quanto alle risorse necessarie: «Sono stati stanziati 30 mila euro con un provvedimento d’urgenza», conclude l’assessore.
Quella di via Aspromonte non è l’unica frana che negli ultimi anni ha interessato la collina di Montesilvano. Tra le principali ci sono quelle che hanno colpito via Togliatti, a pochi metri dalla piazza del borgo storico, quella che ha compromesso la stabilità del campanile della chiesa di San Michele e quella nei pressi dell’Oasi dello Spirito. Senza dimenticare la grande frana di Valle Cupa, che nel 2005 lasciò senza casa 7 famiglie.
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