La condanna musulmana: «Crimini odiosi»

Lo sdegno dell’università sunnita Al Azhar del Cairo. Ma a Sirte in Libia sparano i fuochi d’artificio
ROMA. Dall’Università al Azhar del Cairo alla moschea di Roma, da Teheran al Bahrein: anche se con qualche isolata speculazione politica siriana, è corale la condanna del mondo musulmano e arabo per gli attentati rivendicati dallo Stato islamico a Bruxelles. E sonoro è l’appello a unirsi per combattere la «piaga» del terrorismo. Al Azhar, l’istituzione islamica massima espressione del pensiero sunnita, dal Cairo ha bollato gli attentati di Bruxelles come «crimini odiosi» che vanno «contro i precetti tolleranti dell’Islam». Il centro, che fra l’altro attraverso l’omonima università cairota è un faro per la maggioritaria branca dell’islam, ha lanciato un appello: bisogna «unire gli sforzi della comunità internazionale per lottare contro questa piaga orribile».
Sul fronte politico, la Lega Araba attraverso il suo segretario generale uscente Nabil Elaraby ha avvertito che «questi vili attacchi terroristici puntano a destabilizzare la sicurezza e la pace del mondo intero» e quindi bisogna «unire gli sforzi per sradicare il terrorismo, prosciugare le sue risorse». La necessità di «sforzi concertati della comunità internazionale per contrastare il terrorismo attraverso un approccio omnicomprensivo» è stata sottolineata anche dalla presidenza egiziana. E quasi la stessa espressione (azione «integrata e onnicomprensiva») è stata usata da un portavoce del ministero degli Esteri della sponda opposta: l’Iran sciita. A Damasco e nel movimento Hezbollah, però, c’è stato chi ha sfruttato l’occasione per stoccate polemiche nei confronti dell’Occidente che in Siria giocherebbe col fuoco del terrore. Sui media inoltre sono rimbalzate anche condanne politicamente più «neutre» come quelle di Giordania e Bahrein che hanno espresso solidarietà al Belgio. Analogamente, il presidente turco - e conservatore islamico - Recep Tayyip Erdogan ha ricordato che non c’è differenza tra il terrorismo a Bruxelles e quello patito ad Ankara. Corale è stata poi la condanna del mondo islamico in Italia.
Ma a conferma del macabro festeggiare su internet di simpatizzanti dell’Is nascosti dietro l’hashtag #Brusselsonfire, sono trapelate voci difficilmente controllabili di «fuochi d’artificio» sparati a Sirte, la capitale dell’Isis in Libia dove sarebbero state distribuite anche «caramelle e cioccolatini».

