«La considerava come un oggetto»

22 Gennaio 2022

È un assassino che ha agito «in maniera lucida»: per lui la vittima era «un oggetto». Così Roland Bushi è stato definito nella sentenza di primo grado. Secondo la Corte d’assise di Chieti (e la tesi...

È un assassino che ha agito «in maniera lucida»: per lui la vittima era «un oggetto». Così Roland Bushi è stato definito nella sentenza di primo grado. Secondo la Corte d’assise di Chieti (e la tesi è stata condivisa anche dai giudici aquilani), c’è l’aggravante dei futili motivi: «L’azione di Bushi è stata certamente assistita da un preciso movente punitivo, innescato dalla forte gelosia provata in ragione del fatto che la vittima, la quale aveva sino a quel momento costantemente respinto tutti i suoi tentativi di instaurare una relazione sentimentale, nonostante la sua insistenza ossessiva, era uscita la sera prima con un altro uomo. In particolare, si evincono dai messaggi telefonici un morboso sentimento possessivo nei confronti della ragazza, nonostante lei si fosse sottratta a tutti i suoi approcci, e la rabbia provata in relazione a quello che l’uomo ha considerato un vero e proprio tradimento».