«La copertura del teatro D’Annunzio è una scelta folle»

PESCARA. «Il presidente dell’Agaf Maurizio Biondi ha ragione su tutto, anche sul fatto che non è la prima volta che sentiamo parlare del progetto della copertura del teatro D’Annunzio, nato...
PESCARA. «Il presidente dell’Agaf Maurizio Biondi ha ragione su tutto, anche sul fatto che non è la prima volta che sentiamo parlare del progetto della copertura del teatro D’Annunzio, nato sicuramente da una qualche mente insana». A sostenerlo è l’architetto ed ex assessore comunale all’urbanistica Tommaso Di Biase.
«Nessuno rivendica l’idea della copertura del teatro, dicendo io l’ho pensato per primo», afferma, «ogni volta che il sindaco del momento non sa cosa fare di strabiliante a Pescara, ritorna questo progetto. Ma perché? A nessuno verrebbe in mente, ad esempio, di coprire il teatro greco di Siracusa che sta lì da 2.500 anni, tantomeno sarebbe possibile, leggi di tutela dei beni culturali lo impediscono. Il nostro teatro purtroppo non è tutelato da nessuna legge, ma questo non vuol dire che sia giusto coprirlo, perché sarebbe un’inutile scempio».
«Quei quasi 4 milioni di euro perché non vengono spesi per qualcos’altro che può meglio servire alla città?», si chiede Di Biase, «intanto quei soldi, almeno in parte, possono essere ben spesi per il restauro della Stele, come propone Biondi. Il testo della somma il Comune lo potrebbe destinare per riacquistare dal privato l’ex cementificio, acquisito dallo stesso in un asta in cui si notava l’assenza del Comune, per la modica somma di un milione 500mila euro? L’impianto industriale comprende anche le aree sul fiume dove sarebbe possibile realizzare un pezzo importante di parco fluviale. Ma tante sono le alternative valide, basterebbe cercarle».
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