La corsa all’accoglienza: Teramo in cima alla lista

9 Maggio 2022

Il numero dei rifugiati sale a quota 6mila, la metà accolta in casa dai parenti Sono 192 invece gli alloggi offerti dai cittadini: 33 euro al giorno di rimborso 

PESCARA. È il Teramano a trascinare l’Abruzzo nell’accoglienza agli ucraini in fuga dalla guerra. Non solo è la provincia che ospita la maggior parte dei quasi seimila profughi arrivati in regione, grazie soprattutto alla grande disponibilità messa in campo dagli alberghi. Ma è anche quella che ha visto più privati cittadini mettersi a disposizione tramite grandi organizzazioni di volontariato per partecipare al bando nazionale della Protezione civile per creare il sistema della “accoglienza diffusa”. Nei giorni scorsi, infatti, il Dipartimento guidato da Fabrizio Curcio ha terminato le verifiche e stilato l’elenco completo dei posti letto messi a disposizione per il sistema di ospitalità pensato per sopperire alla carenza di centri di accoglienza straordinaria Cas: ebbene, sui 17mila posti letto che i privati e le associazioni hanno messo a disposizione in Italia, quelli abruzzesi sono 192, di cui 114 nel Teramano.
Questo, mentre i quasi tremila ucraini che hanno trovato casa autonomamente – e che gravano economicamente su amici e parenti già integrati in Abruzzo che hanno aperto loro le porte delle proprie abitazioni – possono finalmente richiedere il contributo di 300 euro al mese.
L’ACCOGLIENZA DIFFUSA
A marzo il Governo ha deciso di creare il sistema dell’accoglienza diffusa tramite affidamento diretto alle associazioni e agli enti del Terzo settore. La Protezione civile ha quindi pubblicato il bando per renderla operativa.
Si tratta di un sistema allargato e alternativo, quindi, a quello tradizionale delle strutture di accoglienza Cas e Sai, anche se ne è prevista la sostanziale omogeneità di servizi e costi.
L’accoglienza diffusa comprende anche la disponibilità di famiglie che decidono di ospitare i profughi, oltre che di strutture private. Il finanziamento previsto è di un massimo di 33 euro al giorno a profugo ospitato e assistito. Il bando finanzia anche vitto, beni e servizi di prima necessità, comprese tipologie di assistenza come quella legale e linguistica.
Le associazioni abruzzesi non sono riuscite a partecipare al bando, visti i requisiti stringenti. Ma ci sono privati abruzzesi che hanno comunque partecipato attraverso tre grandi organizzazioni nazionali, mettendo a disposizione un totale di 192 alloggi: l’Arci, che in regione ne ha individuati 136, la Caritas, che qui ne ha trovati 46, e la comunità Papa Giovanni XXIII, che invece ne ha trovati 10 in Abruzzo. Si tratta di 113 appartamenti liberi, ma anche di 36 posti individuati a casa di famiglie abruzzesi disposte ad aprire le porte della propria casa. Altri 43 posti sono invece in strutture e rientrano nella categoria “altra tipologia”. Anche qui il record è del Teramano, con 114 alloggi con Arci e Caritas. Nell’Aquilano i posti sono 27, tutti di Arci come i 25 del Pescarese. Nel Chietino 16 di Arci e 10 di Papa Giovanni XXIII.
QUASI 6mila già ospitati
Il bollettino della Protezione civile regionale di sabato pomeriggio parla di un totale di 5.817 profughi accolti in regione. Tra questi, 1.319 minori. I profughi ospitati negli alloggi extra Cas – quindi prevalentemente a casa di italiani o ucraini già integrati, amici o parenti – sono 2.957. Si tratta in parte del numero degli ucraini in Abruzzo che potrebbe e richiedere il contributo di 300 euro al mese per cui è stata attivata la piattaforma online della Protezione civile nazionale. Quelli accolti nei tradizionali centri di accoglienza Cas sono invece soltanto 222, a riprova della necessità di aumentare il numero dei posti letto attraverso l’accoglienza diffusa.
Cresce invece il numero degli ucraini che si trovano negli alberghi: sono 2.638.
Tra le province, in testa all’accoglienza c’è ancora il Teramano, con 2.363 profughi ospitati, prevalentemente proprio negli alberghi (ben 1.859). A seguire c’è il Pescarese con 1.503 ucraini accolti, l’Aquilano con 1.025 e il Chietino con 926.
IL CONTRIBUTO DI 300 EURO
Il contributo per il sostentamento degli ucraini è riconosciuto in quote mensili da 300 euro per un massimo di tre mesi (150 euro per ogni minore). Per avere diritto al contributo bisogna aver presentato domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea, quindi aver ricevuto il Codice fiscale. Per ottenere una quota mensile del contributo bisogna essere in autonoma sistemazione, quindi non assistiti in strutture finanziate dallo Stato italiano.
Per richiedere il contributo basta collegarsi al sito web contributo-emergenzaucraina.protezionecivile.gov.it. La richiesta del contributo può avvenire entro il 30 settembre 2022.(l.t.)