La Corsa del donatore richiama 120 runners

Successo della manifestazione organizzata dall’Associazione trapiantati di rene presieduta da Francesco Cipollone
PESCARA. Successo della prima edizione della Corsa del donatore “Io ho quel che ho donato” svoltasi sabato nella bella cornice del parco Villanesi di Francavilla. Oltre 120 runners hanno accolto l’invito degli organizzatori e hanno testimoniato con la loro partecipazione alla gara la solidarietà del mondo del podismo ai temi della donazione degli organi e della prevenzione delle malattie nefropatiche.
«Ringrazio gli atleti, i giudici di gara e tutti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita della manifestazione», dice Francesco Cipollone, presidente dell’Associazione nazionale trapiantati di rene di Pescara. Continueremo in futuro a realizzare queste iniziative per propagandare l’importanza di dare il proprio consenso alla donazione di organi. Vorremmo contribuire con il nostro impegno a ribaltare una situazione negativa che vede la nostra regione maglia nera in questo campo». Per quanto riguarda l’aspetto sportivo, il percorso impegnativo e molto tecnico a detta di Paoletti, storico speaker di queste gare, ha determinato una bella competizione. Vincitore della gara è stato il giovane Anthony Scarinci della Vini Fantini by Farnese che ha distanziato Diego Canacci della Runners Pescara, Francesco Palombaro e Danilo Tomei della Let’s Run for Solidarity. Prima delle donne è risultata Veronica Ferri davanti a Daniela Romiglio e Mariateresa Manias della Aics Hadria Pescara.
Nella gara dei ragazzi, si sono distinti Walter Seccia e Jacqueline Seccia della Aterno Pescara e Arianna Cannacci ed Emma Mereu della Runners Pescara. Oltre i vincitori sono stati premiati altri trenta runners sorteggiati fra tutti i partecipanti alla gara e le società Runners Chieti Fart Sport Francavilla Gp Fidas Pescara.
La premiazione, condotta da Vincenzo Olivieri, ha alternato momenti di simpatia e divertimento a riflessioni di noti medici sul tema della donazione degli organi. Lo sport nel suo aspetto alto e nobile, conclude Cipollone può aiutare a veicolare il messaggio della donazione e a far comprendere a tutti che la vita è un dono. (e.r.)
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