La culla anti-abbandoni inaugurata e sparita

5 Febbraio 2019

Donata nel 2007 dal Soroptimist all’ospedale, non è stata trasferita con il reparto di Neonatologia

PESCARA. Acquistata nel 2007 e pubblicizzata con dépliant tradotti in dieci lingue e con segnaletica in zona ospedale. Era la culla della vita, la culletta speciale che il Soroptimist club e la fondazione PescarAbruzzo avevano donato all’ospedale di Pescara nell’ambito di un progetto nazionale che il Soroptimist pescarese fu tra i primi in Italia a realizzare. L’obiettivo: salvare i bambini abbandonati, offrendo alle madri in difficoltà la possibilità di lasciare il proprio figlio in ospedale. In mani sicure, dunque, nell’anonimato, e con la garanzia che il piccolo sarebbe stato subito adottabile.
Ma distanza di 12 anni, mentre in tante città d’Italia queste speciali cullette hanno salvato almeno una cinquantina di bambini, riuscendo a far passare il concetto che non è reato partorire nell’anonimato e non riconoscere il proprio bambino (equivoco complice degli abbandoni per strada e nei cassonetti), la culletta di Pescara, l’unica in Abruzzo, non solo non è mai entrata in funzione, ma è anche sparita.
O meglio, è stata spostata dal locale del vecchio ospedale in cui alla fine del 2007 era stata collocata. Un luogo non casuale perché lì all’epoca c’era ancora il reparto di Neonatologia a cui la culletta termica era collegata con uno speciale sensore che avvisava i medici non appena fosse stata riempita da un neonato. Alla madre bastava entrare, lasciare il piccolo e riuscire lasciandosi alle spalle una porta che, fino a quando i medici non fossero arrivati a soccorrere il bambino, non si sarebbe più riaperta. Un sistema studiato nei dettagli con il duplice obiettivo di garantire la massima sicurezza al neonato e al tempo stesso di tutelare l’anonimato della madre in difficoltà.
Ma niente di tutto questo: perché il progetto tanto all’avanguardia è naufragato prima ancora di partire. Da quello che si è potuto ricostruire, la fine è arrivata quando il reparto di Neonatologia è stato trasferito nell’edificio nuovo e non si è pensato di spostare anche la culletta termica con tutto il suo sistema di sensori e telecamere. E la culletta della vita lasciata “scollegata”, a quel punto è stata spostata e utilizzata come semplice culla termica lì dove serviva.
Un’occasione persa per la città anche rispetto all’attuale popolazione cresciuta in termini di presenze straniere e persone in difficoltà, e una beffa per chi, come il Soroptimist pescarese, 12 anni fa era partito in netto anticipo rispetto al resto d’Italia.
(s.d.l.)
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