La cultura scende in piazza «Abbiamo bisogno di aiuti»

I delegati di oltre 130 realtà artistiche protestano vicino alla sede della Regione «Nessuna risposta dalla politica: così c’è il rischio che muoia un intero settore»
PESCARA. I lavoratori dell’arte e dello spettacolo hanno scelto un altro luogo simbolico per la loro seconda azione pubblica: l’auditorium De Cecco chiuso da anni, una condizione che accomuna l’edificio allo stato attuale della cultura abruzzese a seguito dell’emergenza Covid. Dopo la manifestazione di protesta della scorsa settimana davanti al teatro Michetti, ieri mattina circa quaranta delegati in rappresentanza delle oltre 130 realtà artistiche e culturali abruzzesi aderenti alla federazione spontanea Ecua, enti culturali autonomi, si sono riuniti in piazza Unione, a pochi passi dalla sede della Regione. In piazza anche il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari.
«Se dovessero continuare a non ascoltarci, continueremo a far sentire la nostra voce ogni settimana», fa sapere l’attore e regista Milo Vallone, portavoce e ideatore della federazione. «Viviamo un momento di estrema difficoltà», ribatte Edoardo Oliva, «sono venute meno tutte le risorse pubbliche e private a seguito della chiusura delle nostre attività. C’è il rischio che muoia un intero settore che da anni costituisce l’ossatura portante del territorio, visto che opera nella didattica, nella pedagogia, nelle rassegne culturali e nell’organizzazione di eventi».
Gli operatori criticano alcuni aspetti del decreto Cura Abruzzo 2. Come la previsione di destinare 1 milione di euro alle associazioni culturali, rispetto al fondo complessivo di 3 milioni destinato alle misure per la cultura e lo sport. Sollevano perplessità anche sulla decisione di dare priorità alle associazioni Sus, che riuniscono anche enti come il Teatro stabile dell’Aquila o il Tsa del Florian che già beneficiano di altri tipi di aiuti statali. «Sono anni che lavoriamo sul territorio», rimarca Franca Minnucci, «dovremmo essere tutelati come individui pensanti che fanno crescere il tessuto socio-economico e culturale d’Abruzzo, invece siamo qui a chiedere l’elemosina e nessuno ci prende in considerazione».
Una delegazione della federazione Ecua, formata anche da Vallone, Oliva, Minnucci, Gianluigi Antonelli, Santino Spinelli e Federica Vicino, ha poi incontrato il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e si è detta soddisfatta per le rassicurazioni ricevute. «Con il Cura Abruzzo 2», ha rimarcato Sospiri, «abbiamo finanziato la linea di indirizzo cultura-sport. Abbiamo soldi già disponibili e dobbiamo dare concretezza alla legge attraverso i bandi, che vanno fatti subito per sostenere il settore. Prima della prossima seduta del consiglio regionale, fissata per il 23 giugno, attendiamo il contributo degli operatori per fissare nella maniera ottimale i criteri per consentire l’accesso ai contributi a fondo perduto, somme che non dovranno essere restituite».
«Ipotizziamo», prosegue Sospiri, «la valutazione del danno subito dallo stop delle attività del 2020, quindi la perdita di fatturato, ma anche la valutazione del fatturato 2019, quindi il pregresso di un’associazione in un anno no-Covid paragonato a un anno Covid, come abbiamo fatto con le imprese. Faremo partire i bandi e verificheremo quanti sono gli aventi diritto, solo allora valuteremo la necessità di aumentare il fondo».
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