La d’Annunzio commemora il suo Rocco

23 Settembre 2014

Oggi sarà consegnato l’Attestato alla memoria per lo studente calabrese morto il 10 gennaio scorso

PESCARA. Il valore del ricordo ,il merito riconosciuto. Pescara non dimentica l’universitario venuto da un piccolo borgo dell’Aspromonte con la speranza di concretizzare in riva all’Adriatico i suoi bei sogni. Rocco Accardo aveva 27 anni. E’ stato stroncato da una grave crisi epilettica nella notte tra il 10 e l’11 gennaio,dopo avere intensamente studiato una intera giornata.Alla sorella gemella Nancy , questa mattina alle 9,30 nell’aula multimediale del Rettorato dell’università d’Annunzio a Chieti, sarà consegnato l’Attestato alla memoria che sottolinea la «validità degli studi compiuti» ed «esalta il valore morale» dell’impegno universitario . Alla cerimonia interverranno il rettore della d’Annunzio, professor Carmine Di Ilio, la professoressa Anna Morgante, presidente della Scuola di Scienze economiche e il proffessor Piergiorgio Landini, direttore del dipartimento di Economia.

Rocco era rientrato in anticipo a Pescara. Accorciate le vacanze di Natale.Voleva accelerare i tempi e laurearsi subito. Nell’ultimo esame aveva preso 30. Puntava ancora ad un volto molto alto. Venerdì tutto dedicato allo studio. Non si era alzato dalla sedia.Chino sui libri.Così aveva programmato di fare nei due giorni successivi, domenica compresa.Doveva essere interrogato lunedì. Ma il destino beffardo gliel’ha impedito. Prima di addormentarsi poco dopo le 23 di venerdì aveva mandato i consueti ottimistici sms alle sorelle Francesca e Nancy. Nella notte il dramma. Attacco epilettico mortale. Rocco non ha fatto in tempo a chiedere aiuto. La mattina l’hanno trovato privo di vita due degli amici con i quali condivideva l’appartamento, Marco Cursano di Santa Cesarea Terme (Lecce) e Lucrezia Di Rocco, di Avezzano. L’altra coinquilina. Lidia Amodei, di Isernia,appena ha saputo la triste notizia, è tornata a Pescara per l’ultimo saluto. «Era un gruppo molto affiatato», ci dice Nancy, «e ho avuto l’opportunità di conoscerli e stringere con loro una bella amicizia nei due mesi precedenti alla mia laurea.Rocco mi ha aiutata a superare l’ultimo scoglio. E stavo tanto con loro. Una amicizia che dopo la morte di Rocco si è ulteriormente irrobustita».

Rocco Accardo era molto legato a Pescara .Aveva fiducia in questa città. «Nello scrigno del suo cuore», ci conferma Nancy, «il mio Rocco aveva tanti sogni e proprio a Pescara era ad un passo dal realizzarli. Amava vivere e studiare in riva all’Adriatico. “Sono sicuro che Pescara mi darà tanto” ,mi confidò . “E’ bella, amo il suo lungomare ed è ricca di opportunità”. Quel lungomare che al tramonto ci regalava magiche passeggiate tra chiacchiere e tanti sogni che ci raccontavamo , seduti ad ammirare il mare. Un giorno mi sussurrò ,tra le gente: “Lo senti questo senso di libertà? Senti come si sta bene qui? E’ la città ideale per me, spero solo di trovare al più presto lavoro”».

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