«La data imposta dall’Unione ciclistica»

26 Agosto 2020

«Comprendo le esigenze dei commercianti, ma non era possibile fare altrimenti. Anche il Comune ha dovuto accettare la decisione dell'Unione ciclistica internazionale che decide le date. Una tappa...

«Comprendo le esigenze dei commercianti, ma non era possibile fare altrimenti. Anche il Comune ha dovuto accettare la decisione dell'Unione ciclistica internazionale che decide le date. Una tappa obbligata, dettata dai tempi del Covid, che ha stravolto tutti gli altri appuntamenti nazionali. Il Trofeo Matteotti a Pescara, il Pantani a Riccione e il Coppa e Bartali tra la Romagna e Bologna, hanno date ravvicinate e le squadre non vengono per una sola gara, peraltro in un periodo in cui è persino difficile trovare una stanza d'albergo», spiega nei dettagli Stefano Giuliani, 62 anni, da tre anni organizzatore del Matteotti, insieme al patron del Pescara Daniele Sebastiani. Giuliani, pescarese dei Colli, dove si snoderà uno dei percorsi strategici della tappa che convoglierà in città migliaia di persone, si dice «dispiaciuto per le polemiche» scaturite dallo sconvolgimento delle date, ma sottolinea che «il Matteotti è un evento che proietterà Pescara in tutto il mondo» con le telecamere in mondovisione, oltre 200 uomini della sicurezza, misure antiCovid strettissime e 120mila euro di costi. Come a dire: per un giorno ci si può sacrificare. E il prossimo anno la gara tornerà alla normalità. Dopo questa edizione anomala, la storica corsa è rimandata al 19 settembre 2021. Rigorosamente di domenica. (c.co.)