La defunta nella bara non è la zia: il “pasticcio” finisce in Procura

23 Luglio 2020

Amara sorpresa per i familiari della novantenne chiamati a fare il riconoscimento in obitorio L’anziana era ospite della casa di riposo di Loreto, prima di essere trasferita all’ospedale di Pescara

LORETO APRUTINO. Andare in obitorio per l’ultimo saluto all'anziana zia deceduta e scoprire che quella nella bara non è la zia, ma una perfetta sconosciuta. Ha dell'assurdo, ma è accaduto davvero e ora la vicenda è finita in Procura, dopo una serie di approfondimenti da parte della polizia.
Il giallo nasce all’inizio del mese, quando i nipoti di una novantenne di Loreto Aprutino vengono informati della morte della zia, con la quale il rapporto era molto stretto. I familiari raggiungono l'obitorio dell'ospedale di Pescara, dov'era ricoverata, e scoprono che evidentemente c'è stato uno scambio di persona, perché la salma che si trovano davanti è di una donna, anche lei anziana, che non sanno chi sia. Il riconoscimento, quindi, non avviene. Anzi, i parenti della novantenne di Loreto, G.L. le iniziali del nome, si rivolgono al posto di polizia dell'ospedale (coordinato da Roberto Piserchia) e fanno presente l'accaduto, chiedendo di andare a fondo della questione, per sapere dove sia finita la loro parente, se sia ancora viva o meno, visto che non la vedono da mesi. E così, proprio dall'ospedale, con la collaborazione della direzione sanitaria, prendono il via le indagini con una serie di passaggi a ritroso.
Gli incontri tra zia e nipoti sono sempre stati frequenti, prima del Covid, nella casa di riposo “Acerbo – De Pasquale” di Loreto, dove la donna era ricoverata. Ma con la pandemia è cambiato tutto e la casa di riposo è stata evacuata alla fine di marzo. Nonostante ciò, le informazioni sulle sue condizioni e sui suoi spostamenti non sono mai mancate. E così il personale delle varie strutture ha di volta in volta informato i parenti della novantenne del trasferimento prima a L'Aquila, poi a Città Sant'Angelo e quindi a Pescara, dove è avvenuta la morte. Che quello non sia il corpo di G.L. lo ha assicurato anche la coordinatrice della cooperativa che gestiva la casa di riposo: dopo aver visto la salma in obitorio ha riconosciuto un'altra anziana ricoverata a Loreto, che però è morta all'inizio di aprile, una novantenne che non ha parenti stretti, ma un amministratore di sostegno, ed è stata già seppellita in un paese della provincia. Ad oggi le certezze sono pochissime, per i nipoti della novantenne di Loreto, se non quella di avere a disposizione la salma di una persona che non è della zia, ma che si è spostata con la cartella clinica della zia. E ora, ovviamente, vogliono sapere cosa sia andato storto, da marzo in poi, quando e come sia avvenuto lo scambio di persona e dove sia finita la loro parente, perché potrebbe trattarsi della donna seppellita ad aprile ma per ora si tratta solo di una ipotesi.
Dopo la prima ricostruzione dei fatti da parte della polizia, che ha trasmesso tutto alla Procura, sarebbero già stati disposti gli accertamenti, affidati all'Unità operativa complessa di Medicina legale della Asl di Pescara, diretta da Ildo Polidoro.
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