La degli Esposti: «Mi sento Vasco Eschilo e Campanile travolgenti»

20 Giugno 2014

ROMA. «Rido con Achille Campanile, e protesto e chiedo Giustizia con Eschilo e Atena». Piera degli Esposti non sembra per nulla affaticata da oltre un mese di spettacoli in cui, nello splendido...

ROMA. «Rido con Achille Campanile, e protesto e chiedo Giustizia con Eschilo e Atena». Piera degli Esposti non sembra per nulla affaticata da oltre un mese di spettacoli in cui, nello splendido scenario del Teatro Greco di Siracusa, ha interpretato con passione ed entusiasmo la dea della Giustizia nelle Coefore del grande drammaturgo greco. «Lo spettacolo sta andando in modo travolgente, abbiamo avuto un picco di 8.000 persone, certe volte mi sembrava di essere nel mezzo di un concerto di Vasco Rossi», racconta in un intervista in cui spiega come la passione per il grande umorista l’ha riportata a calcare le scene dopo dieci anni. A Siracusa l’attrice bolognese è tornata così a un «teatro atletico che impegna appieno la voce, gli occhi, la memoria», ma in realtà passando prima da una palestra particolare, quella che Franco Cordelli ha definito il “teatro d’appartamento”. È il salotto letterario di Raffaella Battaglini, in cui Piera degli Esposti ha restituito vita e attualità ad alcuni gioielli di Campanile, condensati nell’audiolibro “Asparagi e immortalità dell’anima” (Ed. Emons). «Come è stato detto da alcuni critici, Campanile pensava di incontrare un Piero e invece ha incontrato una Piera. Chi mi conosceva come attrice drammatica è rimasto colpito e si è trovato di fronte un’attrice comica, come d’altronde Dacia Maraini mi suggeriva da tempo di fare», spiega l’attrice. Piera degli Esposti ama il travestimento. E, d’altronde, la finzione si è rivelata trampolino per una carriera straordinaria che ha attraversato il Novecento del teatro italiano per approdare con freschezza intatta, carnale e sanguigna al terzo millennio.

Di lei, del suo lavoro si parla spesso in questo momento. Lo fa Manuel Giliberti, ad esempio, in un volume che raccoglie i giudizi di critici come Angelo Maria Ripellino, Cesare Garboli, Franco Quadri ed è intitolato “Bravo lo stesso”. È l’attrice stessa a raccontare come è venuto fuori il titolo: «Recitavo un frammento di Gunther Grass e un giorno Giorgio De Chirico venne da me a complimentarsi: “Bravo”, mi disse. Gli risposi che ero una donna, sebbene travestita da marinaio. “Bravo lo stesso”, rispose lui». Dalle battute fulminanti di Campanile alle sentenze di Atena il passo non è breve ma Piera degli Esposti lo ha realizzato. «Campanile è il nostro più grande umorista -sottolinea- mi ha fatto tornare al teatro e mi ha portato, poi, a Eschilo. Pensavo di non poter tornare più ai toni estremi del teatro, della vocalità, e invece è successo».