La Delta colpisce ancora E scoppia il caso tamponi

Stuppia: «Resiste e convive con la Omicron, ora lottiamo contro due varianti» Ma il Governo blocca la distribuzione dei reagenti per analizzare i molecolari
«Delta e Omicron stanno convivendo: ci sono due infezioni indipendenti». Parola di Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare dell’Università D’Annunzio che analizza i tamponi del Chietino e sequenzia anche quelli del Pescarese e che lancia un altro allarme: «Avremmo bisogno di aumentare la qualità del tracciamento e dei database, ma la struttura commissariale ha cominciato a smantellare tutto. Da dicembre non riceviamo più i reagenti dal sistema nazionale, questo porterà inevitabilmente a restarne senza».
LE DUE VARIANTI
«La variante Omicron non si sta sostituendo alla Delta, come accaduto finora all’arrivo di ogni nuova variante più contagiosa. Al momento la Omicron è circa nel 70% dei tamponi che analizziamo, mentre la Delta nel 30%. Le due si stanno sommando fra loro e stanno convivendo. E questa è la notizia peggiore che potevamo ricevere», dice Stuppia, secondo cui l’impressione è che Omicron – che sembra meno aggressiva sull’organismo – sia alla base della ripidissima impennata dei contagi, mentre Delta sia alla base dell’aumento dei ricoveri in ospedale. «Per scoprirlo dovremmo aumentare la qualità del tracciamento. Ma non possiamo farlo, da una parte perché abbiamo database che non permettono nel 2022 una vera elaborazione dei dati – tanto che le provette ci arrivano scritte a mano – dall’altra perché siamo impegnati a fare troppi tamponi e non riusciamo nemmeno più a garantire un referto entro 24 ore. Bene ha fatto la Regione a eliminare il test molecolare di conferma dell’antigenico, ma bisogna comunque ragionare su un nuovo sistema, che riduca il numero dei test ma aumenti la qualità del tracciamento. Il problema è nazionale».
Conferma la resistenza della variante Delta in Abruzzo anche Nicola D’Alterio, direttore dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo che sequenzia i campioni positivi del Teramano e dell’Aquilano. «Gli ultimi sequenziamenti effettuati sui campioni positivi di fine dicembre ci dicono che la Delta era ancora prevalente: su 1.259 campioni delle due province, solo 98 erano di Omicron, gli altri di Delta. Il rapporto tra le due varianti è probabilmente cambiato all’inizio dell’anno, Omicron sarà avanzata con la grande impennata dei contagi, ma lo scopriremo nelle prossime settimane».
IL CASO DEI REAGENTI
Stuppia lancia un allarme: «In questo scenario, caratterizzato anche da grande confusione, con migliaia di tamponi da processare ogni giorno e ritardi nei referti mentre i cittadini attendono risposte immediate, si è pure interrotta la distribuzione nazionale dei reagenti per i tamponi molecolari. Le Asl devono effettuare autonomamente gli approvvigionamenti, con tutto quello che ne consegue in termini di burocrazia. Sarà inevitabile restare senza reagenti».
Pur usando toni diversi, confermano il caso sia il direttore della Protezione civile abruzzese Mauro Casinghini che Paolo Fazii, direttore dell’unità di Microbiologia e virologia dell’ospedale di Pescara ma anche referente regionale per l’approvvigionamento dei reagenti. «La struttura commissariale nazionale ha interrotto la distribuzione dei reagenti a dicembre, visto che la fine dello stato di emergenza era prevista per la fine del 2021», dice Casinghini, «poi però lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 31 marzo. Allora abbiamo chiesto alla struttura commissariale se fosse previsto il ripristino della distribuzione dei reagenti, ma non mi risulta che siano arrivate risposte». Conferma la versione Fazii, che aggiunge: «La struttura commissariale ha detto alle Asl di provvedere autonomamente all’approvvigionamento. Per fortuna in Abruzzo ogni Asl si è organizzata con un piano B, quindi non prevediamo grandi difficoltà. A Pescara abbiamo già avviato la pratica per un acquisto autonomo, visto che non riceviamo reagenti da dicembre. Certo è che se la struttura commissariale tornasse a distribuirli – non abbiamo alcun segnale in tal senso – sarebbe meglio, perché torneremmo a un’organizzazione stabile della fornitura».

