La Delta mette la regione a rischio di tornare gialla

Noi tra le 4 zone di Italia con incidenza non bassa. Ecco il report del ministero
Il passaggio di una regione da zona bianca a gialla avviene, secondo le attuali regole, quando l’incidenza dei contagi supera la soglia dei 50 ogni 100.000. È vero che oggi siamo sotto questa soglia, ma se si guarda a quanto sta succedendo in altri Paesi, come in Spagna, si prevede che presto in quasi tutte le aree della penisola ci sarà un superamento dei 50 casi settimanali ogni 100.000 abitanti. Nel dettaglio, gli esperti ritengono che le prime Regioni che potrebbero superare la soglia sono: Sicilia (che ora ha un’incidenza di 21 casi per 100mila abitanti); la Campania (incidenza a 19); l’Abruzzo (incidenza a 16,6) e le Marche (incidenza a 15,3).
LA PREVISIONE. Queste le quattro regioni che nel giro di due o tre settimane potrebbero ritornare in zona gialla, con il rischio che a ridosso dell’autunno ci saranno le condizioni anche per ritorni in zona arancione e rossa, e dunque un ripristino delle restrizioni.
In Abruzzo i casi di variante Delta individuati la scorsa settimana sono oltre 100, in tutte e quattro le province. Ed assume particolare importanza l’ultimo rapporto del ministero della Salute che il Centro ha potuto esaminare. «Con la variante Delta e senza vaccinazioni torneranno ad aumentare i ricoveri e, di conseguenza, ci saranno nuovi decessi». Questo è il passaggio più significativo del report. Non è fare allarmismo. È un’analisi scientifica che il Ministero della Sanità titola: “Allerta internazionale variante Delta”.
LE CAUSE DI CONTAGIO. «Tutti i casi primari hanno riferito la partecipazione ad attività di svago, come eventi organizzati su larga scala (concerti, feste), frequentazione di hotel, pub, club e altri luoghi con interazioni sociali strette e prolungate senza seguire misure di prevenzione», si legge nel report. «La maggior parte dei nuovi casi identificati si stanno verificando nella popolazione giovane non vaccinata», continua il documento, «in molti casi legati ad eventi di svago super diffusivi in ambienti chiusi, dove grandi gruppi di persone provenienti da luoghi diversi trascorrono insieme molto tempo senza seguire le previste misure di prevenzione. Altre fasce d'età iniziano ad essere interessate da questo aumento, soprattutto quelle in cui la vaccinazione non è ancora completa».
NUOVE INFEZIONI. «Sulla base delle ultime evidenze disponibili, si prevede che in Europa il 70% delle nuove infezioni da SARS-CoV-2 sarà dovuto alla variante Delta entro l'inizio di agosto ed il 90% entro la fine di agosto». Questo si legge sul report del Ministero che raccomanda di applicare tempestivamente e scrupolosamente sia le previste misure di contenimento della trasmissione, che le misure di isolamento e quarantena in caso di variante Delta. In pratica, non c'è tempo da perdere e non è permesso abbassare la guardia.
SITUAZIONE IN ITALIA. «Nel contesto italiano, in cui la campagna di vaccinazione non ha ancora raggiunto coperture sufficienti in tutte le fasce di età, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può aver un impatto rilevante», scrive nel rapporto del ministero Giovanni Rezza direttore generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute. In Abruzzo il virus mutato viene isolato nell’Istituto Zooprofilattico di Teramo e all’Università di Chieti. Sono loro che monitorano con attenzione la circolazione delle varianti Delta.
COSA FARE? L’arma in più, oltre alle consuete norme (distanziamento e mascherina), è garantire strategie vaccinali. Sia ben chiaro: con una sola dose di vaccino si ha una minore protezione; con nessuna dose si è totalmente vulnerabili. Quindi, per coloro che ancora non l’hanno fatto, è necessario vaccinarsi per la prima volta e rispettare il protocollo per la seconda dose.

