la denuncia dei sindacati

Un incontro «urgentissimo» per risolvere «il grave problema della carenza di infermieri e personale socio sanitario che sta mettendo in ginocchio i reparti dell’ospedale». A presentare la richiesta...
Un incontro «urgentissimo» per risolvere «il grave problema della carenza di infermieri e personale socio sanitario che sta mettendo in ginocchio i reparti dell’ospedale». A presentare la richiesta al direttore generale della Asl Armando Mancini sono due sindacati, la Cgil-fp e la Uil-fpl. I sindacati parlano di una «situazione disastrata»: «Molti reparti, per citarne alcuni Geriatria, Neonatologia, Nido, Terapia intensiva neonatale, Chirurgia uno, Chirurgia vascolare, Utic, Cardiologia, Pneumologia, Medicina, versano in una situazione di sovraffollamento rispetto alla massima capienza di posti letto ordinari con soli due infermieri e un oss a disposizione. Questa situazione mette a repentaglio la sicurezza del personale e conseguentemente dei degenti». Osvaldo Sulprizio (Cgil) e Francesco Marcucci (Uil) parlano delle condizioni di Geriatria: «I posti letto sono 24 più i due del day hospital, il personale in servizio al mattino e al pomeriggio è composto solo da due infermieri e due oss e, per il turno notturno, solo da due infermieri. Il reparto», continuano i sindacalisti, «ospita stabilmente, in maniera impropria e irregolare, un numero di pazienti ricoverati dal Pronto soccorso (da due a 7) che vengono collocati nel corridoio, alcuni sottoposti a emotrasfusioni, ossigenoterapia continua con bombole, assistenza all'igiene personale. Ovviamente il corridoio è un ambiente non adatto a tali trattamenti e comporta la completa assenza di privacy dei pazienti, mortificandone la dignità». Secondo Sulprizio e Marcucci, «il servizio che il personale riesce a offrire è carente e non dignitoso, i lavoratori sono sottoposti a stress per la mancanza di organico e le lamentele di pazienti e familiari». Cgil e Uil chiedono provvedimenti per il personale: «Bisogna invertire la rotta e tornare a dare dignità alla qualità delle cure offerte dai reparti, investendo sul personale e sulle strutture territoriali».

