La deputata Torto: «Progetti incompleti»

4 Settembre 2018

«Attacchi vergognosi, non c’è stato alcun taglio di risorse. Invertita la rotta dopo i disastri del passato»

PESCARA. «Sono imbarazzata dalla conferenza stampa tenuta dai sindaci della città di Chieti e di Pescara uniti contro il governo M5S-Lega». Sul caso interviene la deputata del Movimento 5 Stelle Daniela Torto riguardo le dichiarazioni rilasciate dai sindaci Umberto Di Primio e Marco Alessandrini che ieri hanno annunciato battaglia per riavere i fondi ministeriali riservati alle periferie.
«Ricordo ai sindaci», scrive Torto, «che negli ultimi anni le casse degli enti locali sono state prosciugate, costringendoli a tagliare i servizi essenziali per i cittadini. Sono sorpresa che il sindaco teatino di centro destra oggi scenda in polemica al fianco del sindaco Alessandrini, ignorando che negli anni a guida Pd gli investimenti della pubblica amministrazione sono crollati di oltre il 30%». E prosegue la deputata: «Con un nostro emendamento nel decreto Milleproroghe abbiamo liberato un miliardo per gli investimenti dei Comuni, invertendo la rotta rispetto ai disastri del passato. I vincoli di bilancio imposti in questi anni hanno infatti impedito ai sindaci di utilizzare gli avanzi di amministrazione accumulati negli esercizi precedenti, togliendo agli amministratori il diritto di scegliere come usare le risorse sui loro territori».
Quindi, «è vergognoso oggi che gli attacchi a un provvedimento che ridà finalmente respiro agli enti locali provengano proprio da chi ha attuato queste scellerate politiche di austerity ed è ridicolo che si parli di emendamento-scippo o di perseguimento di vie giudiziarie con accusa di illegittimità incostituzionale».
La deputata abruzzese rassicura i cittadini di Chieti e Pescara «che non verranno a mancare in alcun modo i fondi destinati alle periferie relativi a progetti locali che attualmente non hanno ancora i presupposti per poter essere approvati». E la promessa che i fondi non saranno cancellati: «Il Governo è intervenuto per dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale n. 74 del 2018, che ha rilevato l’illegittimità della gestione centralistica del Fondo previsto peraltro per meno di cento Comuni. Con il nostro intervento, realizziamo una rimodulazione dovuta al ritardo nell’elaborazione di progetti completi. Non è un taglio, ma uno sblocco degli investimenti a disposizione di oltre 7.000 Comuni», conclude Torto.