«La diga anti-alluvione non è completa»

9 Dicembre 2017

Chieti, a 48 ore dall’inizio dei lavori per Mirò (il vero nome di Megalò 2) sveliamo un documento che può imporre lo stop

CHIETI. Spunta un documento che può fermare le ruspe. Accade a sole quarantott’ore dall’inizio dei lavori per il nuovo centro commerciale progettato vicino all’argine del fiume Pescara, tra Chieti e Cepagatti. L’atto, di cui il Centro è venuto in possesso, è datato 24 novembre 2017: dimostra che i lavori di messa in sicurezza, che dovrebbero evitare l’allagamento di un’area di 30mila metri quadrati destinati ad accogliere sette immobili commerciali e parcheggi, non sono completi. Il documento è preceduto e seguito da altri due atti determinanti.
GIÀ QUESTA ESTATE. È il 6 luglio quando il Genio civile di Pescara scrive una nota alla Sile costruzioni di Barzana, nel Bergamasco, in cui, per la prima volta, solleva il problema della diga anti-alluvione incompleta. «In ogni caso è da confermare che la demolizione del tratto di rilevato insistente su altra proprietà, esclusa per intervenuti impedimenti, è anch'essa necessaria e indifferibile per la completa esecuzione dell'ordinanza e per la sicurezza idraulica dell'area di interesse», firmato Vittorio Di Biase, dirigente del Genio civile, e Silvio Iervese, responsabile dell'ufficio tecnico.
CI SIAMO. Il 24 novembre scorso, dopo che la Sile comunica di aver realizzato la struttura di metallo alta 2 metri per contenere l’esondazione del fiume Pescara, spunta l’atto che pubblichiamo. A firmarlo sono gli stessi tecnici che confermano la prescrizione di luglio scrivendo che: «In considerazione dei sopravvenuti ed evidenti impedimenti per la demolizione del tratto terminale del rilevato originale, perché insistente su area di proprietà diversa, e non resa disponibile e accessibile a codesta ditta, si comunica che questo servizio provvederà, in altra sede e con ulteriori iniziative istituzionali, ad assicurarne la rimozione al fine di eliminare ogni potenziale ostacolo al libero deflusso delle portate di piena del fiume Pescara».
ANCHE CEPAGATTI. Questo documento è finito al centro del divieto che il Comune di Cepagatti ha emesso, il 7 dicembre scorso, a pochissimi giorni dall’avvio dei lavori annunciato dalla Sile.
Cepagatti, sul cui territorio insiste una parte consistente del progetto del Mirò (vero nome di Megalò 2) che corrisponde ai 7 fabbricati, mentre il parcheggio risulta essere in un'area del comune di Chieti, scrive che: «In via prioritaria si fa presente che qualsiasi ripresa dei lavori, autorizzati dal Comune, deve essere preceduta da acquisizione del nulla osta da parte del Genio civile riguardo al superamento delle condizioni poste nelle ordinanze del 2013 del 2014 (cioè i primi divieti, ndr) e nelle note del 6 luglio e del 24 novembre». Si parla proprio dei documenti in cui viene sottolineato che l'argine metallico, che dovrebbe risolvere il problema del rischio idraulico, non è stato completato.
NON C’E’. Eppure questo passaggio, anzi questa ulteriore prescrizione del Genio civile di Pescara, non compare nella lettera che ha dato il via all'intera vicenda sul nuovo centro commerciale tra Chieti Scalo e il Pescarese. Una lettera che il Centro ha pubblicato lunedì scorso dando il via a una serie di polemiche. Massimo Locatelli, amministratore della Sile costruzioni che la firma, riporta parzialmente la nota di novembre del Genio civile. Il manager infatti si limita alla parte in cui si parla della «presa d'atto per l’avvenuta esecuzione delle opere espressamente richiesta dall'autorità idraulica». Una presa d'atto che, secondo la Sile, comporterebbe il superamento dei divieti precedenti sul rischio alluvioni. Invece, nella parte non riportata, il Genio civile conferma l'esistenza del tratto da completare delle opere idrauliche. E questo tratto di diga metallica, che diminuisce d’altezza passando dai 2 metri fino a pochi centimetri, può imporre lo stop ai lavori finché non saranno prese le precauzioni per evitare allagamenti.
NO DI CONFESERCENTI. Prima ancora di venire a conoscenza delle ultime novità, la Confesercenti provinciale di Chieti, ieri mattina, ha diramato un comunicato in cui la presidente del consiglio direttivo, Marina De Marco, solleva una serie di problematiche che, in qualche modo, dimostrano che il solo parere del Genio civile non è sufficiente per superare i problemi degli argini del fiume Pescara, e conclude riferendosi proprio alla diga. «L'avvenuta messa in sicurezza del sito, con la recente costruzione degli argini», scrive infatti la Confesercenti, «ha spostato il rischio in caso di esondazione del fiume Pescara cambiando di fatto lo status quo».
LA PATERNITÀ. Anche il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, interviene sia per rivendicare la paternità dello stop imposto due giorni fa dal Genio civile al nuovo centro commerciale, dopo che lo stesso ente aveva dato il via libera, sia per evidenziare che la società interessata: «Non può intraprendere i lavori poiché sprovvista della certificazione del superamento dell'emergenza idraulica che dev’essere rilasciata dall'Autorità di Bacino della Regione Abruzzo». Ma solo lunedì scopriremo se le ruspe entreranno in azione, come ha annunciato il progettista del nuovo centro commerciale, Domenico Merlino, o se invece resteranno ferme al palo.