La discesa dei prezzi non rilancia il settore edilizio

15 Giugno 2014

Montesilvano, calo del 10% delle compravendite in città Acquisti fermi per tasse, disoccupazione e accesso al credito

MONTESILVANO. Resta pessimo lo stato di salute del mercato immobiliare in città. Nonostante la lenta quanto inesorabile discesa dei prezzi a metro quadrato, l'asticella del numero di compravendite non riesce ancora a riportarsi verso l'alto e a far segnare positivo.

Nei primi cinque mesi del 2014 si registra un nuovo, ennesimo calo nel volume di affari immobiliari del dieci per cento che non fa ben sperare gli operatori presenti sul mercato. I primi a subire gli effetti di questo blocco sono stati i costruttori, molti dei quali hanno chiuso, altri sono falliti e altri ancora, proprio per evitare il fallimento, hanno chiesto il concordato preventivo al tribunale. A cascata gli effetti sono arrivati sulle agenzie immobiliari, diverse delle quali hanno smesso l'attività e quelle rimaste stanno studiando forme di collaborazione con l'obiettivo, da un lato, di riuscire a sopravvivere e, dall'altro, di poter soddisfare quei pochi clienti che ancora sono in cerca di una abitazione.

«Il nostro mercato», afferma Andrea Longoverde, titolare con Giuseppe Ciccaglione dell’agenzia immobiliare Futurcasa di via San Domenico 12, presente sul mercato dal lontano 1993, «è notoriamente diviso in tre fasce: la prima, è quella degli investitori che però non comprano perché non conviene più l'investimento a causa di Imu, Tasi e, in generale, per l'incertezza delle tasse. A questo si aggiunge che molte persone non pagano più gli affitti. Poi ci sono i commercianti per le attività produttive che si sono fermati, visto che il cosiddetto popolo delle partite Iva è quello più in difficoltà a causa delle difficoltà di accesso al credito. Infine ci sono le giovani coppie che stanno rimandando sempre di più gli acquisti. In tutti e tre i casi, l'ostacolo principale è la sfiducia della gente, mentre il problema di fondo resta sempre quello del lavoro. Inoltre in pochi chiedono mutui e finanziamenti, anche a causa dei tempi che si sono ulteriormente allungati per le pratiche: una aperta a dicembre si è chiusa solo ad aprile, nonostante fossimo in presenza di due redditi, di cui uno statale».

Il periodo della primavera, fino a fine giugno, è da sempre uno dei migliori per il settore immobiliare, ma quest'anno sono davvero poche le persone alla ricerca di un'abitazione e in città resta molto alta la quota di appartamenti invenduti, anche e soprattutto di nuova costruzione.

«La troppa offerta nel mercato», evidenzia Longoverde, «crea indecisione, poi ci sono tanti immobili che sono stati messi in vendita per le difficoltà economiche, ma è molto complicato portare a termine una vendita: un appartamento da 200 mila euro l'abbiamo portato a 160 mila ma non si vende lo stesso. Anche i costruttori hanno diminuito di un altro 10% i prezzi. A livelli più bassi di questi non converrebbe nemmeno più vendere».

Prezzi che sono talmente scesi che ormai le valutazioni dell'osservatorio del mercato immobiliare, ritenute solo indicative una volta, sono diventate realistiche. Diverso invece il discorso per il mercato degli affitti che appare in ripresa con prezzi stazionari, visto che chi non può permettersi l'acquisto della cosa ripiega sulla locazione.

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