La droga a professionisti e dipendenti pubblici

Il colonnello Riscaldati: «Pescara è ormai un importante centro di smercio ed è diventato appetibile per le organizzazioni criminali di un certo livello»
PESCARA. Altro che crocevia della droga. Pescara non è affatto un punto di incontro. È, invece, «un importante centro di smercio, è una piazza interessante». A parlare è il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Marco Riscaldati, a conclusione dell’operazione “Sparta” che ha colpito, dice, «la centrale di spaccio più importante della città, cioè la famiglia Spinelli. Il volume dei consumatori era elevato», fa notare. Ed era composto da «giovani e professionisti di tutti i ceti sociali».
A fianco a Riscaldati, nel tracciare il bilancio di “Sparta”, ci sono il colonnello Gaetano La Rocca e il maggiore Massimiliano Di Pietro, che guidano rispettivamente il Reparto operativo e il Nucleo investigativo. Una volta concluse le indagini che li hanno portati a monitorare il flusso di consumatori, Di Pietro parla di «una miriade di persone, non solo giovani tossicodipendenti ma anche persone comuni, dipendenti pubblici e privati». Uomini e donne «estremamente eterogenei, per composizione e ceto sociale. Un panorama assai ampio e diversificato». Tutti accomunati dall’uso «quotidiano di droga». E “Sparta” ha fatto emergere il problema nella sua drammaticità. E cioè che la dipendenza dagli stupefacenti ha raggiunto livelli che «non si vedevano da tempo».
Le «decine di cessioni» di droga registrate ogni giorno dai carabinieri dimostrano che «la domanda c’è e prolifera da parte di giovanissimi ma anche di lavoratori di varie categorie e professionisti», fa notare La Rocca guardando a un aspetto particolare. In questi consumatori, dice, «manca la coscienza sociale del problema. Chi acquista stupefacenti non fa altro che alimentare i canali di approvvigionamento» attraverso i quali gli stupefacenti arrivano a Pescara. E così il territorio «diventa appetibile per le organizzazioni criminali di un certo livello».
«La droga c’è» e non soltanto a Pescara, sottolinea Riscaldati. C’è un «consumo consistente anche in provincia, e non solo nei comuni della costa». Una riprova è costituita dagli arresti eseguiti dai carabinieri, che nel 2017 sono stati più di 80, con il sequestro di oltre 15 chili di stupefacenti in città e più di 40 in tutta la provincia.
C’è anche un «auspicio», espresso dagli uomini dell’Arma. «Il fenomeno sociale della droga», conclude Riscaldati, «dovrebbe far riflettere». E nel momento in cui l’inchiesta è approdata agli arresti e al blitz di ieri, in due quartieri che hanno già «dei problemi», si fa strada la speranza. Ed è quella che si concretizzi «l’intervento anche di altre forze sociali, per completare il lavoro delle forze dell’ordine». Che può essere solo «repressivo», quando si parla di droga.
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