La droga consegnata col cibo a domicilio

La Mobile arresta 5 persone: come emerso dai nominativi, smerciavano alla Pescara bene mezzo chilo di coca al mese
PESCARA. Per muoversi indisturbati e continuare a spacciare, durante il periodo del lockdown, avevano creato una società di food delivery, ossia di consegne a domicilio di cibi e bevande. Solo che anziché consegnare cibi e bevande, nelle case portavano la droga. Soprattutto cocaina, ma anche hashish.
Questo sistema ingegnoso, che avevano proseguito ad usare anche una volta che le restrizioni Covid si erano allentate, aveva consentito loro di allargare la piazza di spaccio. Da Rancitelli a Porta Nuova sino al centro e alle zone della movida, dove, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, rifornivano di stupefacenti anche personaggi della Pescara bene. Ieri, a seguito di indagini condotte dalla squadra mobile, diretta da Gianluca Di Frischia, sono state arrestate cinque persone, alcune delle quali residenti nel quartiere Rancitelli e già note per precedenti specifici. Su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Fabrizio Cingolani su richiesta del pm Luca Sciarretta, quattro sono state rinchiuse in carcere e una ai domiciliari. In carcere sono finiti Luca Di Pietrantonio, 28 anni; Antonio Patanè (38); Paolo De Luca (50) e Osvaldo Mancini (70 anni). I domiciliari sono scattati invece per Federico Orfanelli di 20 anni. De Luca e Mancini devono rispondere anche della detenzione clandestina di arma da fuoco. Nelle vicinanze dell'abitazione di uno dei due, il 31 marzo 2021, è stata trovata e sequestrata una pistola Berardinelli V 60 calibro 7,65. Per gli inquirenti, De Luca si occupava anche di reperire cocaina e hashish.
Le indagini hanno preso il via a seguito di alcuni arresti effettuati dalla sezione antidroga della Mobile nei mesi di agosto e novembre del 2020 riguardanti personaggi già noti di Rancitelli. C’era già più di un sospetto che avessero intenzione di espandere la zona di spaccio verso il centro.
Sin dai primi accertamenti, è emersa la figura di Di Pietrantonio e quindi in breve tempo si è arrivati a scoprire che, insieme ad alcuni complici, aveva messo su un’attività di spaccio itinerante attraverso una ditta di delivery, la “Zorro express”, che gli serviva come copertura. Per fare le consegne di cibi e soprattutto di droga venivano utilizzati, secondo l’accusa, Patanè e Orfanelli, i quali fungevano da fattorini.
A Patanè, nel marzo 2021, la Mobile ha sequestrato 49 mila euro, frutto dell’attività di spaccio. Denaro posto ora sotto sequestro preventivo ai fini della confisca. Attraverso i social, Whatsapp in particolare, ma anche il sito internet della ditta, i due, ma anche altri, ricevevano le ordinazioni, attraverso un linguaggio in codice. Dalla frase che più spesso utilizzavano, ossia “Già sai”, ha preso il nome l'operazione.
Ai “fattorini” venivano consegnati quasi quotidianamente fra i 30 e i 40 grammi di cocaina già suddivisa in singole dosi. Esistevano dei tariffari ben precisi e quantitativi minimi per le consegne nelle ore notturne. Tra il settembre 2020 e l’aprile 2021, sono state documentate circa 200 cessioni. Da quanto emerso, il gruppo smerciava oltre mezzo chilo di cocaina al mese, destinato alla “Pescara bene”, come risulta dai nominativi di alcuni degli acquirenti identificati durante le indagini. Se qualcuno non pagava, scattavano intimidazioni e rappresaglie. In un caso, è stato accertato l’incendio di un'auto. Stessi metodi nei confronti dei concorrenti. Nel corso delle indagini, sono state arrestate in flagranza altre quattro persone e sequestrati più di 120 grammi di cocaina, già suddivisa in dosi, e 700 grammi di hashish.

