La droga venduta a scuola, 43 indagati

27 Ottobre 2022

Studenti sorpresi a cedere hashish e marijuana anche tra una lezione e l’altra: tra i clienti spuntano ragazzini di 14 anni

PESCARA. Gli studenti-spacciatori vendevano droga anche a scuola. E non erano episodi sporadici: due baby pusher hanno continuato a piazzare dosi di marijuana e hashish almeno per un paio d’anni. Tra una lezione e l’altra, oppure durante la ricreazione, trovavano il tempo necessario per portare avanti i loro affari illeciti, che proseguivano senza sosta anche di pomeriggio e di sera, ovvero quando non erano all’interno dell’istituto scolastico di Pescara. D’altronde studiare, e lo dimostrano i pessimi risultati conseguiti e le plurime bocciature, era l’ultimo dei loro pensieri. Ad alzare di nuovo il velo sulla preoccupante diffusione di sostanze stupefacenti tra i giovanissimi è un’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Andrea Papalia e condotta dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Penne: sotto accusa ci sono 43 persone fra i 21 e i 49 anni. Il pubblico ministero ha chiesto nei loro confronti il rinvio a giudizio: il prossimo 26 gennaio, il giudice per l’udienza preliminare Antonella Di Carlo deciderà se mandarle sotto processo.
IL GIRO DI SPACCIO
Gli investigatori hanno ricostruito un vasto giro di spaccio tra Pescara, Manoppello, Manoppello Scalo, Alanno, Alanno Scalo, Rosciano, Cepagatti, Cugnoli, Chieti Scalo, Nocciano, Pietranico e Montebello di Bertona. I dati più allarmanti sono due. Il primo: tra il foltissimo elenco dei clienti spuntano anche quattordicenni. Il secondo: parecchi minorenni non si sono limitati (si fa per dire) all’acquisto di “erba” e “fumo”, spingendosi oltre e diventando cocainomani incalliti. Un esempio concreto è quello di un ragazzino che, insieme ai suoi amici neo diciottenni, per tre anni si è rifornito di polvere bianca, acquistandola a un prezzo compreso tra 80 e 100 euro al grammo, «con una frequenza media di almeno un paio di volte a settimana», raccontano le carte dell’indagine sfociata, nel corso dei mesi, anche in perquisizioni, sequestri e arresti in flagranza. Le accuse sono racchiuse in ben 151 capi di imputazione che ricostruiscono i fatti avvenuti tra novembre del 2014 e ottobre del 2021.
«SPACCIA DA VENT’ANNI»
C’è anche una contestazione che abbraccia un arco temporale ben più ampio: lo spacciatore più esperto tra quelli smascherati dai carabinieri è accusato di aver rifornito un cliente «per almeno una ventina d’anni», con 30 o 40 euro di marijuana e hashish per volta, fino all’estate del 2020, «con una frequenza media di un paio di volte al mese». A incastrare gli imputati ci sono anche numerose testimonianze. E coloro che, davanti agli investigatori, hanno raccontato menzogne si ritrovano ora nei guai e devono rispondere di favoreggiamento personale. È il caso di due ragazzi che hanno negato di aver acquistato la droga insieme ai loro amici, quando in realtà organizzavano collette per andare a comprare marijuana e hashish vicino alla stazione di Pescara. «Rendendo dichiarazioni false e reticenti», riassume il pm, «hanno aiutato gli spacciatori a eludere le investigazioni».
LA DIFESA
Gli imputati sono difesi dagli avvocati Augusto La Morgia, Corradino Marinelli, Marina Vaccaro, Mattia Di Gregorio, Mauro Faiulli, Sergio Iannucci, Gabriele Franco Di Gregorio, Valerio Argentieri, Antonio Parete, Pierluigi Marramiero, Alfredo Cappellacci, Giuseppe Cantagallo, Stefano Sassano, Alessandro Vanni, Goffredo Tatozzi, Roberto Janigro, Danielle Marguerite Mastrangelo, Marino Marini, Vincenzo Di Girolamo, Moreno Di Muzio, Omar Sanelli, Stefania Di Cesare, Ciarli Christian Pavone, Christian Di Sabatino, Lucia Di Crescenzo, Marco Femminella, Alessandra Michetti, Federico Bianchi, Elio Carlino, Luca Pellegrini, Paolo Catenaro, Luca Di Giovanni, Marco Di Giulio, Francesca Iacone, Marco Zanna, Peppino Polidori e Uberto Di Pillo.
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