La farmacia ai privati verso il sì tra le proteste

L’attività con 573 mila euro di debiti, consiglio comunale fino a notte fonda Sulla cessione scambio di accuse tra maggioranza e opposizione
MONTESILVANO. Si è conclusa a notte fonda la discussione della delibera sull’affidamento della farmacia comunale ai privati che ieri ha letteralmente monopolizzato la seduta del consiglio comunale. La seduta fiume, iniziata alle 9,30 e andata avanti a oltranza (fatta eccezione che per le pause dedicate ai pasti), era stata anticipata nei giorni scorsi da una lunga scia di polemiche sollevate dagli esponenti di minoranza che avevano annunciato di voler dare filo da torcere alla maggioranza del sindaco Maragno, ben determinata invece a licenziare il tanto discusso provvedimento. La lunga giornata, in cui si sono alternati momenti di grande tensione a lunghe fasi di estenuanti azioni ostruzionistiche, si è aperta infatti con la presentazione di tre pregiudiziali, a firma dei consiglieri di Rievoluzione Anthony Aliano e Manola Musa e del gruppo consiliare del Pd, tutte respinte a maggioranza. La parola è passata quindi al vicesindaco Ottavio De Martinis che, oltre a illustrare il testo della delibera, nel corso di un articolato intervento, ha ricostruito la storia della farmacia comunale dalla data di inaugurazione nel 2005 fino ad oggi, soffermandosi in particolare sulle passività registrate in questi 10 anni di gestione da parte dell’Azienda speciale.
Ammontano, infatti, a oltre 573 mila le perdite totali generate dalla farmacia nel periodo 2005-2013, stando ai dati contenuti nei bilanci dell’ente strumentale, e in particolare: 27 mila euro nel 2005, 30 mila nel 2006, 77 mila nel 2007, 129 mila nel 2008, 44mila nel 2009, 100mila nel 2010, 38 mila nel 2011, 78 mila nel 2012, 50 mila nel 2013. Si tratta di passività che vanno a incidere pesantemente sul bilancio dell’Azienda speciale che ha accumulato perdite per circa 860 mila euro nel periodo 2005-2008 (comprensive delle perdite della farmacia) e utili per 150 mila euro nel periodo 2009-2013. Ed è proprio a partire da questi dati che la giunta Maragno ha deciso di affidare temporaneamente la gestione a un privato con l’obiettivo di ridurre le perdite e di poter incassare un canone periodico per la durata della concessione, oltre a un canone annuale legato al fatturato della farmacia stessa e a un contributo una tantum per l'Azienda speciale per la fase di avviamento della farmacia.
La decisione, però, ha incontrato il secco no delle minoranze che, apparse più unite che mai, hanno presentato ben 67 emendamenti, e decine di sub-emendamenti, volti a modificare una delibera da molti consiglieri definita «un regalo per il privato ai danni dell’interesse comune». Tra il silenzio degli esponenti della maggioranza, più volte stigmatizzato dai consiglieri di opposizione, a tenere in piedi le azioni ostruzionistiche sono stati in particolare i consiglieri Aliano e Musa, seguiti dai consiglieri Lino Ruggero e Paolo Rossi di Montesilvano Democratica, Pietro Gabriele e Feliciano D’Ignazio del Pd, Enea D’Alonzo di Abruzzo Civico e dai tre grillini Manuel Anelli, Gabriele Straccini e Paola Ballarini. La minoranza ha chiesto che venisse negata la possibilità al privato di poter spostare la farmacia nelle vicinanze del distretto sanitario, per non precludere tale possibilità a una seconda farmacia comunale prevista nella delibera, e che la delibera fosse scomposta in due diversi documenti affinché fosse possibile votare separatamente la parte dedicata alla farmacia e quella relativa alla privatizzazione del servizio di trasporto disabili.
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