La fase 2: guanti, mascherine e distanziamento sociale

15 Aprile 2020

Come cambierà la vita delle persone tra nuovi divieti, percorsi obbligati e file ordinate La scuola a distanza funziona, pur tra mille difficoltà. Si tornerà in classe solo a settembre

PESCARA. I nostri più fidati compagni di viaggio nella “vita che verrà” saranno guanti e mascherine. Diventerà un’abitudine, almeno per un certo periodo di tempo, muoversi bardati, per difenderci da quell’infido nemico volatile che si chiama Covid 19. Se da un lato la fase due, dal 3 maggio in poi quella della timida riapertura delle aziende con conseguente aumento di circolazione delle persone, ci offre la prospettiva che il peggio è ormai alle spalle, dall’altro dovrà accompagnarci la consapevolezza che il mondo è cambiato, forse per sempre. E dovranno inevitabilmente cambiare i nostri comportamenti. La parola magica sarà “distanziamento sociale”, e cioè l’accortezza – ma sarebbe meglio dire l’obbligo – di evitare il rischio di contagi mantenendo almeno un metro di distanza tra una persona e l’altra. Ma come cambierà in pratica la nostra vita? Nelle schede a lato si specificano nel dettaglio i vari ambiti e settori produttivi e le regole da seguire. Di sicuro si immaginano percorsi obbligati nei negozi, disinfettanti per le mani a ogni passo, file più rispettose che in passato, saluti frettolosi tra conoscenti conditi da una buona dose di diffidenza verso il prossimo. Sarà questo il modus vivendi che ci aspetta.
Il futuro, per la verità, può offrirci la possibilità di modificare in meglio molti atteggiamenti un po’ sopra le righe. Più ordine, più rispetto, più prudenza e meno eccessi. Fino a quando? Si vedrà. Ma qualche aspetto positivo c’è, eccome. Partiamo dalla scuola, dove l’isolamento obbligatorio ha impresso una velocità inimmaginabile fino a poche settimane fa alle lezioni online. Dalle scuole elementari ai corsi universitari, la pandemia ci ha costretti ad accelerare su questo ed è innegabilmente un vantaggio. Certo, il rapporto diretto tra insegnante e alunno resta insostituibile, ma è altrettanto vero che la scuola italiana, quanto a modernità e innovazione digitale, arrancava rispetto ad altri analoghi modelli europei. È ormai certo che si tornerà tra i banchi a settembre, ma in questa fase il mondo dell’istruzione si sta disimpegnando pur tra mille difficoltà.
Il tasto dolente è legato alle attività produttive, che aprono a singhiozzo, patiscono la mancanza di clientela e puntano molto sulle consegne a domicilio di beni di prima necessità, ma non solo. Per non parlare dei trasporti, tra affollamenti vietati e spazi in sicurezza da conquistare. Per finire con i controlli da Grande Fratello per monitorare gli spostamenti dei malati di Covid e dei loro familiari con l’obiettivo di evitare nuovi contagi. Insomma, una vita futura tutta da scoprire tra certezze (poche) e dubbi (molti), tanto che nemmeno la voce degli scienziati appare univoca, almeno per il momento. Sarà un limbo pieno di ostacoli almeno fino a che un vaccino riuscirà a tranquillizzare tutti. Ma non sarà questione di poche settimane.
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