La Fiab difende la pista ciclabile «È simile a quelle europee»

PESCARA. «Sono partita per un ciclo viaggio in Europa ai primi di agosto e la nuova pista ciclabile di viale Regina Margherita, benché non finita, aveva già iniziato a generare mugugni e polemiche....
PESCARA. «Sono partita per un ciclo viaggio in Europa ai primi di agosto e la nuova pista ciclabile di viale Regina Margherita, benché non finita, aveva già iniziato a generare mugugni e polemiche. Sono tornata due giorni fa e ho constatato come quella pista colorata di azzurro sia diventata la protagonista delle pagine di cronaca». Laura Di Russo, presidente dell’associazione Pescarabici Fiab, interviene così nella polemica sollevata da commercianti e cittadini, pubblicata ieri sul Centro, per la pista ciclabile di viale Regina Margherita, definita da alcuni un percorso pericoloso.
«È definita pericolosa e che genera caos traffico», afferma la Di Russo, «definizioni che, francamente, fanno sorridere se paragoniamo quel poco fatto con quei 500 metri di pista a quello che succede nel resto d'Europa. In Germania e in Francia, dove sono appena stata, la condivisione degli spazi tra i diversi utenti della strada è la normalità. A Strasburgo, tutte le strade, e dico davvero tutte, hanno una corsia, un percorso, una striscia destinata alle biciclette e un'altra destinata ai pedoni. Nessun cordolo a imporre fisicamente il rispetto dello spazio dell'utenza diversamente mobile. Il rispetto è reciproco, e il limite è di fatto invalicabile». «Ma capisco che sul piano della mobilità urbana il nord Europa è ancora molto lontano da noi», conclude, «per questo apprezzo ancora di più la portata rivoluzionaria della nuova pista, lunga, è vero, solo 500 metri, ma avanti di dieci anni rispetto alla attuali piste cittadine».
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