La fontana di Spalletti: ora servono 365mila euro

Parte il restauro dell’opera del maestro situata all’entrata di palazzo di giustizia Via alla raccolta dei fondi per rifare il manto, gli impianti e il sistema dell’acqua
PESCARA. Parte, almeno sulla carta, il salvataggio della fontana di Ettore Spalletti in tribunale. Il Comune, con una determina dirigenziale a firma di Giuliano Rossi, ha affidato la redazione del progetto esecutivo per il restauro dell’opera d’arte che si trova nella piazza antistante Palazzo di giustizia. A ottenere l’incarico è l’architetto Alfonso Angelone per un importo di circa 12.400 euro che dovrà redigere il progetto entro 45 giorni.
Sono anni che la fontana è abbandonata. L’opera si presenta recintata da una schiera di transenne che impediscono non solo di avvicinarsi, ma di percorrere tutto il piazzale. La pavimentazione attorno è compromessa, con parti di mattonelle quasi esplose in più punti. Il granito nero dello Zimbawe che riveste l’ellisse che costituisce la fontana è ormai completamente scolorito e tra una lastra e l’altra spuntano ciuffi d’erba bruciati dal sole. Al centro, il fondo azzurro della vasca che dovrebbe contenere l’acqua, resta un ricordo. Per volontà dello stesso Spalletti, la fontana venne posizionata all’ingresso del tribunale nel 2004, in un luogo pubblico aperto e fruibile, con l’obiettivo di far dialogare l’architettura del Palazzo di giustizia con il cielo e l’ambiente circostante grazie allo specchio d’acqua. Per restituire il giusto decoro all’opera che porta il nome di un artista di fama internazionale ci vuole un intervento da 365mila euro, di cui 140mila per il restauro del corpo della fontana, 130mila per i lavori di adeguamento funzionale degli impianti con il potenziamento del sistema idrico e di trattamento dell’acqua, più altri 95 mila euro per spese tecniche. Il Comune ha chiamato a raccolta i privati, aderendo all’Art Bonus, e cioè la legge per la tutela del patrimonio culturale che favorisce le erogazioni liberali da parte di mecenati per interventi di manutenzione, restauro e protezione di beni culturali pubblici, prevedendo un credito di imposta del 65%. Al momento è arrivata una donazione dall’Aca di 15mila euro che contribuiranno al restauro, ma, fanno sapere da palazzo di città, ci sarebbero anche altre aziende pronte a coprire i costi dell’operazione, le cui donazioni sono ancora da quantificare. Il Comune ha stanziato 30mila euro e sono in programma altri 20 mila.
Per il restauro si prevedono interventi di «consolidamento del nucleo strutturale cementizio», si legge sul sito ministeriale Art Bonus dove è possibile effettuare le donazioni, «l’asportazione dei conci perimetrali in granito e delle lastre del manto, con il loro riposizionamento. Gli elementi in granito saranno restaurati fuori opera, il fondo della vasca in resina azzurra sarà asportato e ricostituito integralmente. Per gli impianti sarà necessario eseguire parziali smantellamenti dei loro apparati e le necessarie integrazioni secondo il progetto di potenziamento delle capacità di gestione dei flussi e di trattamento, secondo le ultime tecnologie disponibili».
La fontana è una delle tre opere d’arte installate all’interno del tribunale nell’ambito di un concorso bandito nel 2003. Nella sala convegni svetta sulla parete di fondo un mosaico di 6 metri per 4 di Enzo Cucchi. Nella galleria centrale spicca l’installazione “Universo Speculare di Michelangelo Pistoletto: le 14 ruote in acciaio con raggi al neon per anni sono state sempre spente, per i consumi eccessivi. A novembre dello scorso anno l’opera è stata re-inaugurata in una versione aggiornata.

