La fontana di Spalletti, vuota e abbandonata

18 Ottobre 2019

L’opera dell’artista scomparso una settimana fa è transennata da anni Il sindaco Masci: pronti con un finanziamento di 60.800 euro per i lavori

PESCARA. Isolati fili d'erba spuntano qui e là, tra le mattonelle della pavimentazione e la base dell’opera. Altri crescono addirittura tra le giunture del granito nero Zimbabwe, ormai opacizzato. Al centro la vasca interna, asciutta, un tempo azzurra, è completamente scolorita. Intorno una schiera di transenne la recinta. È in completo stato di abbandono la fontana, installata al Tribunale di Pescara e realizzata dall’artista internazionale Ettore Spalletti, scomparso proprio una settimana fa. Una situazione di incuria che dura da anni. Attivata contestualmente all’inaugurazione del Palazzo di Giustizia nel 2004, la fontana già nel 2011 fu sottoposta ad interventi di manutenzione per ridarle il giusto decoro. Tuttavia, negli anni, il degrado ha preso nuovamente il sopravvento, tanto da richiamare, nel marzo 2017, l'attenzione di Striscia la Notizia che, con una troupe guidata da Moreno Morello, venne in città proprio per documentarne l'abbandono. L'opera, quando era in funzione, disegnava un’ellisse su cui scorreva un sottile velo d’acqua che traboccava dalla vasca dal fondo azzurro sulla quale è appoggiata. La fontana di Spalletti non è l'unica opera d'arte che dovrebbe impreziosire l’imponente struttura architettonica del Tribunale. Nella galleria del palazzo svettano 14 ruote d’acciaio luminose di Michelangelo Pistoletto (costantemente spente), mentre nella sala convegni si trova il mosaico di Enzo Cucchi, esponente della Transavanguardia italiana. «Circa dieci giorni fa», dichiara il sindaco Carlo Masci «ho incontrato il presidente del Tribunale Angelo Mariano Bozza, proprio per ragionare sui lavori necessari alla risistemazione della fontana. In quell'occasione abbiamo riconfermato il finanziamento di 60.800 euro necessario. Il presidente mi ha parlato di un incontro recente che aveva avuto con l’artista, sulla gestione tecnica degli interventi più adeguati. Nelle scorse settimane abbiamo eseguito anche una serie di opere di pulizia nell’area esterna e di ripristino dell’illuminazione».
Ma le transenne attorno all’opera di Spalletti non sono le sole a spiccare al Tribunale, che si presenta interamente recintato e in alcuni punti impalcato. Sono infatti ancora in corso i lavori per la rimozione e la sostituzione dei lastroni di marmo di Carrara delle pareti del Palazzo di Giustizia. Nel 2008, ad appena quattro anni dall'apertura al pubblico dell'edificio, costato 95 milioni di euro, le grandi lastre, pesanti 70 chili, si erano abbattute al suolo. Ad aprile 2018 sono cominciate le opere di sostituzione con un materiale più leggero e meno soggetto agli sbalzi termici, tra le cause del distacco. Un intervento da tre milioni 600mila euro, il cui concessionario è il Consorzio Sapro, nell’ambito del vecchio contratto di realizzazione del Tribunale. I lavori, che da cronoprogramma si sarebbero dovuti completare entro il 15 settembre scorso, hanno visto la sostituzione dell'80 per cento delle lastre e, fanno sapere dal Comune, potrebbero concludersi entro la fine dell'anno. Quelle rimosse, dopo essere state trattate e rilevigate, sono state reimpiegate nella pavimentazione di diverse zone della città.