La fuga degli anziani «Tariffe troppo care e penali salatissime»

23 Agosto 2016

Gli ospiti della casa albergo La Pineta spiegano perché la residenza Inps, zona Aurum, è sempre più vuota

PESCARA. Le rette sono troppo alte e le penali insostenibili: gli ospiti della casa albergo Inps, La Pineta, se ne vanno. Nell'ultimo mese, ci sono state almeno tre dimissioni. Serpeggia il malcontento tra i dipendenti della pubblica amministrazione in pensione, che alloggiano in via Palizzi dove, tra l’altro – raccontano alcuni ospiti che chiedono l’anonimato – «girani voci di chiusura da diverso tempo, aggravate dal fatto che da circa un anno non si registrano nuovi ingressi e, forse, le penali sono solo un modo per indurci ad andare via».

Qualcuno sta già abbandonando l'albergo, che fa capo all'istituto previdenziale, per andare a vivere in appartamento. La conferma arriva da uno degli ospiti che ha «dato preavviso di dimissioni a luglio» e lascerà la residenza «i primi di settembre». Il pensionato in uscita paga mille euro al mese di retta e fa parte del gruppo che, nelle settimane scorse, ha lanciato l'allarme sulle penali imposte dall'Inps. «Un’altra coppia», racconta marito e moglie che pagavano 1.800 euro al mese sono già andati via». Tra le ragioni dell'abbandono della casa albergo (il cui salone d’ingresso nei giorni di pioggia viene cantierato con secchi e stracci per far fronte a infiltrazioni dal soffitto), le rette troppo alte, appunto: «Cinque anni fa sono raddoppiate da circa 500 a oltre 1000 euro e, da qualche mese, sono diventate insopportabili le penali imposte dai vertici Inps dal 2014: da dieci a 50 euro (cento per le coppie) al giorno per ogni giorno di ritardo nei pagamenti della mensilità, che devono avvenire tassativamente entro il 15 di ogni mese per saldare il mese precedente». Sul caso, Gianluca Vacca, deputato del M5s, annuncia «un’interrogazione parlamentare e una lettera alla direzione nazionale e regionale Inps per chiedere la revoca del provvedimento» che tiene in apprensione i pensionati.

Di autentico terrore parla Raffaele Aquaro, torinese di origini pugliesi, presidente del comitato di rappresentanza degli ospiti della residenza dove vive da 12 anni: «Ci sono stati casi di persone», spiega l'ex dipendente scolastico, «che ricevute le penali per ritardato pagamento hanno pagato tacitamente per paura di essere mandati via. Aanziani, età media 81 anni, che preferiscono subire il terrorismo psicologico e lasciano perdere ogni contestazione. Se si rivolgessero al giudice del lavoro, vincerebbero la causa».

Gli ospiti della casa albergo sono in prevalenza donne. Una di queste, Annamaria Baldini, 70 anni, napoletana, ha detto di aver «avuto un malore» quando si è vista recapitare una cartella di circa 2.200 euro di penale per aver tardato, diverse settimane, il pagamento di un residuo di retta di circa 118 euro. «Per saldare il debito» prosegue la pensionata, «ho dato fondo ai miei risparmi e, come se non bastasse, tre giorni dopo, mi è arrivato un altro avviso di pagamento per circa 60 euro di penale. Sono stata molto male e ho impiegato tempo per riprendermi dal colpo».

La donna ha un parente ospite nella casa albergo gemella di Monte Porzio Catone, zona Frascati, le uniche due in Italia a gestione Inps, nella quale il regolamento delle penali è in vigore ma, secondo Aquaro, non viene applicato: «Al di là del provvedimento, giusto o sbagliato, vorrei capire perché, a Monte Porzio, pur essendoci stati ritardati pagamenti, non è stata applicata alcuna penale». Il deputato pentastellato, infine, chiederà "come mai la casa albergo pescarese è sottodimensionata nel numero degli ospiti», 85 attualmente, a fronte di una capienza di 118.

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