La giornata speciale degli scout pescaresi con Papa Francesco

13 Giugno 2015

Hanno raggiunto piazza San Pietro e partecipato all'udienza generale dedicata all'Agesci. Ecco le immagini di una giornata memorabile

ROMA. C'erano anche loro tra i 100 mila scout che hanno invaso piazza San Pietro. Gli scout di Pescara non hanno mancato l'incontro con papa Francesco. L'ultima udienza generale si era tenuta nel 2004 con 30mila scout dell'Agesci e del Masci in occasione del trentennale della nascita dell'associazione. Nulla in confronto alla marea azzurra, oltre 1500 gruppi, che si è radunata nel giorno di Sant'Antonio a Roma e che ha invaso la città con canti e preghiera. Tra loro anche tanti abruzzesi e in particolare gli scout di Pescara 3 e 4 che ci hanno inviato le foto e i video che potete vedere in questa pagina.

In piazza San Pietro c'era tutta l'Agesci - Associazione guide e scouts cattolici italiani: i lupetti e le coccinelle, ossia i più piccoli, «pellegrini della gioia»; gli esploratori e guide, i ragazzi dai 12 ai 16 anni, «pellegrini del bene»; i rover e le scolte, i giovani dai 16 ai 21 anni, i «pellegrini del dono». Ogni gruppo in preparazione a questo incontro ha scritto una preghiera per Papa Francesco e forgiato il proprio bastone del pellegrino che, assieme all'azzurro delle uniformi e ai fazzolettoni al collo, ha colorato Piazza San Pietro.

I pescaresi, sono arrivati dall'alba e hanno man mano riempito la piazza. Poi la messa e il momento più atteso: Papa Francesco con la "papamobile" è passato in mezzo alla folla di giovani.

«C’è una cosa che mi sta particolarmente a cuore per quanto riguarda le associazioni cattoliche, e vorrei parlarne anche a voi», ha detto papa Francesco, «associazioni come la vostra sono una ricchezza della Chiesa che lo Spirito Santo suscita per evangelizzare tutti gli ambienti e settori. Sono certo che l’Agesci può apportare nella Chiesa un nuovo fervore evangelizzatore e una nuova capacità di dialogo con la società. E questo può avvenire solo a una condizione: che i singoli gruppi non perdano il contatto con la parrocchia del luogo, dove hanno la loro sede, ma che in molti casi non frequentano, perché, pur svolgendo là il loro servizio, provengono da altre zone».