La giunta Luciani boccia il progetto petrolifero

28 Settembre 2014

Secco parere negativo del Comune sulle osservazioni alla piattaforma Elsa 2 Gli amministratori: nessuna ricaduta positiva, costa a rischio in caso di incidenti

FRANCAVILLA. Il Comune di Francavilla ufficializza la sua secca bocciatura al progetto Elsa 2, con le osservazioni inviate al ministero dell’Ambiente per la valutazione di impatto ambientale nazionale. L’amministrazione del sindaco Antonio Luciani ha mantenuto l’impegno preso, anche a seguito dell’appello lanciato dal Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, per contrastare il progetto della società Petroceltic Italia. Progetto che prevede la trivellazione di un pozzo petrolifero a meno di 4 miglia marine dalla costa tra Francavilla e Ortona.

La delibera di giunta con le osservazioni che esprimono parere altamente negativo all’arrivo di Elsa 2, è stata inoltrata al ministero venerdì scorso, un paio di giorni prima della scadenza del 28 settembre. «Il progetto non tiene minimamente conto dell’aspetto paesaggistico del tratto di costa interessato» spiega il sindaco, secondo il quale la piattaforma esplorativa sarebbe «ben visibile dal litorale, e ciò non si riscontra nella documentazione presentata dalla Petroceltic, denotando un palese occultamento della situazione post intervento».

«Non risultano indagati i grandi rischi prevedibili in fase di allestimento del cantiere e in fase di produzione» rimarca l’assessore all’Ambiente, Gianluca Bellomo. «Non è evidenziata nel documento l’efficacia degli interventi da adottare in caso di fuoriuscita di idrocarburi liquidi e gassosi. Manca un dato esatto sulla politica aziendale di prevenzione degli incidenti gravi e, soprattutto, non si comprende come la Petrolceltic, che ha un capitale sociale di soli 2 milioni di euro, possa avere una capacità finanziaria e tecnica sufficiente a gestire e far fronte a responsabilità e conseguenze potenziali scaturenti da incidenti gravi». Inoltre, «le valutazioni della Petrolceltic non hanno minimamente preso in considerazione le possibili conseguenze di un eventuale evento sismico che potrebbe verificarsi nella zona e che potrebbe avere impatto sulla piattaforma» prosegue l’assessore.

«I danni derivanti con ricaduta sull’ambiente marino e costiero sarebbero non reversibili. Nessun dato si rintraccia in ordine a un tale rischio». Nulla sarebbe anche la ricaduta economica. «Nessun indotto economico si può riscontrare con la realizzazione del pozzo esplorativo Elsa 2: sul territorio del Comune non esistono insediamenti industriali, artigianali o di distribuzione che possano avere attività indotte. Il nostro parere negativo» chiosano gli amministratori, «scaturisce da un senso di responsabilità che c’impone di salvaguardare l’ecosistema abruzzese e difendere le peculiarità turistico-balneari e ricettive».

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