La lapide della Shoah benedetta da monsignor Valentinetti

PESCARA. La stella di David deposta ai piedi della lapide che ricorda le vittime della Shoah affissa sui muri esterni di palazzo di città. Così il sindaco Carlo Masci e il presidente del Consiglio...
PESCARA. La stella di David deposta ai piedi della lapide che ricorda le vittime della Shoah affissa sui muri esterni di palazzo di città. Così il sindaco Carlo Masci e il presidente del Consiglio Marcello Antonelli, con il prefetto Giancarlo Di Vincenzo e il questore Luigi Liguori, hanno aperto le celebrazioni del Giorno della Memoria, e la benedizione dell’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti.
L’evento è proseguito con un convegno, alla presenza di numerosi ospiti internazionali, svoltosi in diretta streaming su Youtube e moderato da Federico Gentilini. Il dibattito è stato seguito da centinaia di studenti. «Pescara», ha detto Masci, «oggi prova a costruire un raffronto con la storia che non sia solo rievocazione, ma che sia soprattutto messaggio di speranza, di condivisione, di percorso comune, di civiltà». Per Antonelli «il Giorno della memoria non può essere confinato a una scadenza sul calendario, e neppure a un estemporaneo momento di riflessione su ciò che è stato e perché. Deve lanciare un messaggio verso il presente e verso il futuro». Il presidente della Regione Marco Marsilio ha parlato di «infezione dello spirito» che ha generato la Shoah come un unicum della storia umana e ha messo in guardia dalle «scorciatoie del pensiero soprattutto in periodi come questo odierno di crisi sociale ed economica».
Monsignor Valentinetti si è soffermato sulle origini dell’antisemitismo: «Il cristianesimo ha interpretato malamente fonti come il Vangelo di Giovanni. È il momento di camminare insieme, come auspicio di rispetto e di unità». Milena Santerini, coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, ha rivolto il suo plauso alla città «per la capacità di fare rete con le comunità ebraiche e le diocesi. Da questo punto di vista, siete un Comune esemplare».
Per Lisa Billig, American Jewish Committee «Pescara rappresenta una realtà eccezionale per sensibilità e impegno al dialogo e all’amicizia». Conclusioni affidate ad Amy K. Rosenthal, giornalista e storica del Queen’s Mary College di Londra.

