La Lega a Forza Italia: «Ora tocca a noi»

Stop di Bellachioma a Pagano. Il candidato governatore? «Uno dei 3 parlamentari eletti in Abruzzo». E domani arriva Giorgetti
PESCARA. «Spetta a noi di Forza Italia indicare il nome del candidato governatore per il centrodestra». Così ha detto lunedì Nazario Pagano, segretario regionale degli Azzurri. Ma 24 ore dopo la Lega gli dà lo stop. Giuseppe Bellachioma, deputato e segretario abruzzese del partito di Salvini, è assertivo: «Tocca noi e dev’essere un leghista», dice, «non ci sono margini di mediazione». Anche il nome è stato scelto: «Sarà uno dei tre parlamentari eletti in Abruzzo». Bellachioma, Alberto Bagnai e Luigi D’Eramo: questa è la rosa.
Perché il candidato tocca alla Lega e non a Forza Italia?
«Se per l'assegnazione dei collegi il centrodestra ha fatto riferimento al sondaggio Ghisleri, non vedo per quale motivo adesso, per l'assegnazione del candidato governatore, si debba far riferimento al risultato delle politiche. Il 4 marzo la Lega in Abruzzo si è collocata solo mezzo punto sotto a Forza Italia. Con i sondaggi attuali li abbiamo doppiati».
Lei che certamente conosce meglio questi sondaggi, quale percentuale vi attribuisce Ghisleri in Abruzzo?
«Siamo quattro punti dietro la media generale di 29,2%. Quindi siamo saliti al 25 per cento. Il doppio di Forza Italia».
Ma loro potrebbero dire che l’unico dato reale è quello del 4 marzo, i sondaggi invece oscillano da società a società, esprimono opinioni e non il voto reale. Come ribatte?
«Non è soltanto un discorso di sondaggi ma è concretezza politica perché dove la Lega ha presentato un proprio candidato sindaco, vedi Silvi, ha stravinto. Quando invece non è accaduto, vedi Teramo, dove chiedevo discontinuità rispetto al passato e alle vecchie logiche politiche, purtroppo i risultati si sono visti. In questo momento l'appeal di Salvini e di tutto il movimento è devastante. Anche in Abruzzo è così. Noi siamo pronti. Domani verrà a Montesilvano il sottosegretario Giancarlo Giorgetti a certificarlo».
Qual è l’occasione che spinge il vice di Salvini a venire in Abruzzo?
«Alle 20 sarà al Palacongressi per il Trofeo delle Regioni Fipav. Ma poi rimarrà con noi per discutere sui futuri scenari delle elezioni regionali. Questa mattina (ieri, ndr) ha anche fatto i complimenti al partito per aver vinto una battaglia importante a Silvi, riconoscendo agli alleati il giusto apporto. È inevitabile che in questo momento occorre proporre una candidatura vincente, e oggi, per il carisma e le cose concrete che stiamo facendo per l’Abruzzo, di vincente c'è solo la Lega».
Che cosa dice quindi al segretario regionale di Forza Italia, Nazario Pagano?
«Che su questo punto non ho intenzione di mediare».
Ma il vostro candidato vincente c’è già oppure dovete ancora individuarlo?
«Non abbiamo nessun problema. Il candidato sarà un leghista».
Quindi esclude a priori che possa essere, per esempio, l’ex deputato Fabrizio Di Stefano al quale Antonio Martino, il segretario organizzativo di Forza Italia, ha chiuso la porta?
«Con Di Stefano ci siamo sentiti e confrontati. Non siamo un partito di chiusura. Personalmente debbo dire che nei confronti di Fabrizio ho la massima stima. È chiaro però che la scelta, come ho detto prima, deve rientrare in un quadro assolutamente vincente, in cui ci sia una coesione del centrodestra. Se sulla sua figura ci sarà coesione, noi della Lega valuteremo che cosa è giusto fare e, come è accaduto a Teramo, useremo il buon senso. Ma ribadisco che in questo momento solo la Lega ha le potenzialità per esprimere un proprio candidato vincente presidente per la Regione Abruzzo».
Può farne già il nome o i nomi dei papabili?
«I nomi si possono immaginare facilmente. Ho detto che sarà un candidato leghista».
Sì, ma in Abruzzo i leghisti iniziano ad essere tanti soprattutto tra i pubblici amministratori. Il candidato sarà uno dei vostri sindaci?
«Le rispondo che potrebbe essere uno dei tre parlamentari eletti in Abruzzo».
Non è che ci sto parlando adesso?
«Questo non glielo posso dire».

