La Lega ora punta i piedi per far rimanere Fioretti

24 Ottobre 2020

A D’Eramo non piace la soluzione D’Amario ma attende la mossa di Forza Italia Slittano a martedì le nuove nomine, occorre prima la ratifica del Consiglio

L’AQUILA. C’è chi dice che non sia ancora chiusa la crisi politica in seno alla maggioranza di centrodestra che governa la Regione, innescata dalla cacciata dalla giunta, voluta dalla Lega, dell’assessore forzista Mauro Febbo. Ma a dirlo sono solo gli scontenti del Carroccio e di Forza Italia.
Ieri il governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, non ha potuto firmare i decreti per sostituire Febbo in giunta. La causa del rinvio non è politica. L’intesa, sancita due giorni fa, prevede l'ingresso in giunta, come esterno, del consigliere regionale azzurro Daniele D’Amario e l’uscita dell’assessore tecnico della Lega, Piero Fioretti. Al posto di quest’ultimo diventerebbe assessore l’attuale capogruppo del Carroccio, Pietro Quaresimale che, a sua volta, sarà sostituito alla guida dei consiglieri salviniani da Emiliano Di Matteo. Ma la quadratura del cerchio raggiunta anche con l’intervento della dirigenza nazionale di Lega, Fdi e Fi, non è stata ratificata, nonostante l’annuncio di Fratelli d’Italia. La ratifica ci sarà martedì in Consiglio regionale, come prevede una legge regionale del 2004 (sfuggita a qualcuno, ma non al presidente Lorenzo Sospiri), attraverso la presa d’atto del decreto che esclude Febbo dalla giunta e lo fa tornare in Consiglio come capogruppo di partito. Solo allora il governatore Marsilio potrà firmare gli atti che nominano D’Amario e Quaresimale, ed escludono Fioretti. Nel frattempo, grazie al rinvio delle nomine, la Lega ha però la possibilità di lanciare segnali di dissenso persino ripescando un’ipotesi di norma, rimasta un progetto di legge regionale, che punta a portare a due i sottosegretari del consiglio, e integrandola per l’occasione con la possibilità di raddoppiare anche gli assessori esterni. In pratica sarebbe il salva-poltrona per Fioretti. Impraticabile perché i tempi sarebbero biblici. Di pari passo, in Forza Italia, scalpita l’ex sindaco di Atri, Gabriele Astolfi, primo dei non eletti nel Teramano, che invece caldeggia la nomina ad assessore del sottosegretario Umberto D’Annutiis perché così potrà uscire dai box, dove attende da quasi due anni, per entrare il consiglio in virtù della surroga.
Per tutta la giornata di ieri si sono susseguiti contatti, trattative e riunioni. Luigi D’Eramo coordinatore della Lega, azionista di maggioranza, ha riunito l’esecutivo regionale concluso in serata con la decisione di attendere le mosse di Forza Italia che, a sua volta, aveva programmato una riunione del direttivo rinviata a oggi da Nazario Pagano. Ma sono cortine fumogena. La soluzione D’Amario è già stata presa al tavolo romano. Ubi maior...