La Lega sceglie De Martinis «Sarà il sindaco della città»

2 Aprile 2019

Bellachioma e Giuliante dopo aver sentito le liste civiche non convocano il tavolo  del centrodestra, presentano il candidato e stendono il tappeto rosso ad Aliano

MONTESILVANO. Pescara a Forza Italia, Montesilvano alla Lega. Ieri pomeriggio si è chiuso il cerchio anche sul candidato sindaco di Montesilvano, e la scelta del partito di Salvini è ricaduta sul vice sindaco uscente Ottavio De Martinis. La scelta di candidare De Martinis alla poltrona più alta del Palazzo di città è stata preceduta dall’annuncio dell’ingresso alla Lega del consigliere comunale Anthony Hernest Aliano, attuale capogruppo di #montesilvano2019 e sostenitore, fino a pochi mesi fa, di Fratelli d’Italia insieme all’ex assessore Manola Musa.
In merito all’ingresso di Aliano alla Lega, recita il comunicato diffuso ieri dal commissario provinciale Gianfranco Giuliante: «L’onorevole Giuseppe Bellachioma, segretario regionale Lega Abruzzo, demiurgo di questa operazione, auspica che, l’aumento delle presenze e dei consensi nel Comune di Montesilvano faccia sì che la Lega sia il protagonista indiscusso della nuova stagione amministrativa che sta per iniziare con le elezioni del 26 maggio. Un protagonismo che la Lega pone subito in essere annunciando contestualmente all’ingresso in Lega di Aliano, la candidatura di Ottavio De Martinis a sindaco della Città di Montesilvano. Non servono presentazioni», prosegue la nota «per un candidato non solo super votato alle scorse regionali, ma che ha dimostrato negli anni competenze e spirito di servizio rivestiti nella comunità rivierasca».
Dopo la decisione del tavolo romano di lasciare Pescara a Forza Italia, con la candidatura dell’avvocato Carlo Masci, la Lega mette automaticamente la sua bandierina su Montesilvano ed evita anche di convocare il tavolo del centrodestra. Incassati i “no” delle liste civiche a un’ipotesi Maragno bis, a Bellachioma e Giuliante non è rimasto altro che mantenere la parola data a De Martinis quando si candidò alla Regione, ma tenendo ben presente il ruolo importante che Aliano rivestirà sia in vista delle elezioni per la Nuova Pescara che nella mediazione con le liste civiche.
All’interno del centrodestra, infatti, la candidatura di De Martinis non scontenta soltanto l’ex assessore Carlo Tereo de Landerset, il cui no alla ricandidatura di Maragno era stato perentorio, ma anche diversi colleghi di giunta che alle elezioni regionali si sono guardati bene di appoggiare l’unico esponente montesilvanese che aveva una minima possibilità di essere eletto. Ma c’è da dire che gli assessori attualmente fedelissimi a Maragno, ovvero Ernesto De Vincentiis e Valter Cozzi, il primo della Lega e il secondo dell’Udc, non si tireranno indietro davanti agli ordini di scuderia. La stessa Fratelli d’Italia, che sembra avesse posto un veto alla candidatura a sindaco di Anthony Aliano, non potrà storcere il naso davanti a quella di De Martinis, candidato naturale una volta sbarrata la strada a Maragno.
Anche i consiglieri comunali neofiti del partito della Meloni, ovvero Mauro Orsini e Aurelio Cilli, sono pronti a tenere la barra a dritta. A sua volta Forza Italia non farà quadrato su Maragno, sia perchè il coordinatore cittadino Carlandrea Falcone e il presidente del consiglio comunale Umberto Di Pasquale sono uomini di partito e sia perchè i pochi esponenti rimasti a Forza Italia non si strapperanno certo le vesti per difendere il sindaco uscente (ad esempio l’assessore Deborah Comardi).
Dipendente della Polizia di Stato (lavora al Reparto volo di Pescara), 49 anni, separato e padre di una splendida bimba, De Martinis alle elezioni regionali del 10 febbraio ha ottenuto ben 3.360 voti, arrivando dietro a Vincenzo D’Incecco, Nicoletta Verì e Luca De Renzis e risultando il montesilvanese più votato in assoluto. Se i colleghi di giunta e di maggioranza lo avessero sostenuto, facendolo eleggere, sarebbe stato il consigliere regionale che a Montesilvano manca da oltre venti anni. I voti sono stati invece dirottati su candidati pescaresi. E ora la sua candidatura a sindaco diventa una specie di cartina al tornasole per l’unità del centrodestra montesilvanese.