La legge sull’omofobia spacca il centro città

12 Luglio 2020

Stasera due manifestazioni in contemporanea: da un lato il Family day, dall’altro trenta associazioni

PESCARA. Due manifestazioni in contemporanea, a pochi metri di distanza. La prima, a piazza della Rinascita, contro la legge sull’omofobia, organizzata dal movimento Pro vita e famiglia e dal Family day, chiamata #Restiamoliberi. La seconda, a piazza Sacro Cuore, denominata “Spazza l’odio” alla quale hanno aderito più di trenta associazioni, movimenti, circoli culturali, sindacati e partiti «per dire basta a violenza, intolleranza, omolesbotransbifobia, misoginia e razzismo». L’appuntamento, per entrambe le iniziative, è alle ore 21.
I promotori di #Restiamoliberi scendono in piazza per protestare contro il progetto di legge Zan-Scalfarotto che punta a estendere alle manifestazioni d'odio fondate sull'omofobia e sulla transfobia le norme del codice penale che già puniscono la propaganda e l'istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica o religiosa. Secondo gli organizzatori della manifestazione si tratterebbe di una legge «liberticida e incostituzionale, che mira ad imporre il bavaglio ai cittadini con opinioni diverse».
La contromanifestazione “Spazza l’odio” è stata organizzata in risposta non solo al raduno contro la legge sull’omofobia, ma anche «dopo che il Comune ha negato il patrocinio all'Abruzzo pride, dopo l'aggressione omofoba a un giovane di 25 anni, dopo la vergognosa bocciatura da parte del consiglio comunale della mozione di condanna dell’aggressione», ricostruisce il segretario nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo. «Saremo in piazza per ribadire che rifiutiamo la violenza omofoba», aggiunge, «ed esprimere la nostra solidarietà a chi è stato aggredito. Saremo in piazza come in altre città italiane per dire no alla campagna di disinformazione contro la proposta di legge contro la omolesbotransbifobia. In piazza Salotto è stata convocata una manifestazione omofoba da parte di chi alimenta discriminazione e oscurantismo. Sarebbe un bel segnale di civiltà se fossimo almeno il doppio dei partecipanti». Acerbo auspica «una risposta civica di civiltà e tolleranza». «Spero venga anche il sindaco Masci», ha aggiunto, «che al contrario dei suoi consiglieri ha manifestato l'intenzione di costituirsi parte civile contro gli aggressori del giovane omosessuale picchiato a Pescara».
Non parteciperà a nessuna delle due iniziative, invece, il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, in quota Lega, «anche per rispetto del mio ruolo istituzionale», ha detto all’Ansa, «le mie idee le ho manifestate in consiglio comunale votando contro l'ordine del giorno presentato dal centrosinistra».