La lezione della Consulta: i diritti prevalgono sui conti

Le motivazioni della bocciatura della legge regionale sul trasporto dei disabili diventano un caso nazionale. M5s: nessuno potrà più dire che i soldi non ci sono
PESCARA. «La Corte Costituzionale, con una sentenza storica, proprio in questi giorni conferma quanto il Movimento Cinque Stelle ha sempre detto: i diritti costituzionali vengono prima del pareggio di bilancio. Non ne parla nessuno. Non troverete questa notizia sui giornali, servizi in televisione, perché la sentenza è rivoluzionaria». Lo si legge in un post a firma della deputata M5S Laura Castelli pubblicato sul blog di Beppe Grillo: «Le solite scuse: “i soldi non ci sono” e “bisogna rispettare il pareggio di bilancio”», non saranno più valide».
Il riferimento è alla sentenza 275 con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità di un articolo della legge 75 della Regione Abruzzo sul diritto allo studio, che subordinava il proprio contributo del 50% della spesa per il trasporto degli studenti disabili ai «limiti della disponibilità finanziaria determinata dalle annuali leggi di bilancio». Secondo i giudici «non può essere condivisa» la tesi per cui «ogni diritto, anche quelli incomprimibili», debbano essere «sempre e comunque assoggettati a un vaglio di sostenibilità nel quadro delle risorse disponibili». La ragione della bocciatura della legge è che «l'indeterminatezza del finanziamento determina un vulnus all'effettività del servizio di assistenza e trasposto» e per questo viola l'articolo 38 della Costituzione, che riconosce il diritto allo studio di tutti, disabili compresi.
A investire la Consulta era stato il Tar del Lazio al quale si era rivolta la Provincia di Pescara, che dopo aver documentato alla Regione le spese sostenute per il servizio di trasporto degli studenti portatori di handicap, si era vista riconoscere finanziamenti inferiori al previsto per quasi 2 milioni di euro, a causa delle ristrettezze del bilancio.
Il diritto all'istruzione del disabile «è consacrato dall'articolo 38 della Costituzione» e il trasporto scolastico per i portatori di handicap «costituisce una componente essenziale ad assicurare l'effettività» di questo stesso diritto, osserva la Corte. In questo caso la Regione, per garantire l'attuazione del diritto, ha scelto di contribuire alle spese, «ma una previsione che lasci incerta nel quantum la misura della contribuzione la rende aleatoria» e si traduce «negativamente sulla possibilità di programmare il servizio e garantirne l'effettività». L'indeterminata insufficienza del finanziamento, notano i giudici, ha «già condizionato, l'effettiva esecuzione del servizio di assistenza e trasporto, violando in tal modo il precetto contenuto nell'art. 38, terzo e quarto comma della Costituzione».
Insomma, i diritti costituzionali sono più importanti di un vincolo di bilancio. «Nessun governo può più dire: mon ci sono soldi per il Reddito di cittadinanza, per l'assistenza ai disabili, per finanziare la sanità pubblica e il dissesto idrogeologico», conclude la deputata Laura Castelli.(a.mo.)

