La maggioranza si spacca sul caso della società rifiuti

Scontro in consiglio comunale sull’incarico di amministratore unico a Latorre La lista civica Responsabilità Comune minaccia di rivolgersi alla Corte dei conti
CITTÀ SANT’ANGELO. La maggioranza del sindaco Gabriele Florindi si spacca sull’amministratore unico della società in house Linda Spa del Comune di Città Sant’Angelo, Guido Latorre, accusato di aver «violato apertamente le indicazioni perentorie del Comitato di controllo analogo», l’organo collegiale che ha il compito di garantire la trasparenza e la legalità dell’operato delle società partecipate.
Lo scivolone giovedì in un infuocato consiglio comunale, marchiato dalle denunce della lista civica Responsabilità Comune, i cui consiglieri minacciano di portare i documenti alla Procura della Corte dei Conti, e dalla presa di distanza del Movimento 5 stelle e dei gruppi di maggioranza Articolo 1 e Sinistra italiana, che hanno dichiarato di «rimettersi alle scelte del Comitato». In questo scenario è soltanto il Partito democratico, con l’assessore alle Società partecipate Denia Di Giacomo, a rassicurare sulla legittimità delle scelte dell’amministratore unico della Linda, la società che gestisce il servizio di igiene urbana e in questi mesi sta coordinando il passaggio dalla raccolta differenziata stradale a quella domiciliare.
I consiglieri di minoranza Matteo Perazzetti, Lucia Travaglini e Maurizio Valloreo, invece, come è stato spiegato ieri mattina in una conferenza stampa, insistono sulla necessità di ritirare le deleghe di Latorre e rilanciano chiedendo le dimissioni di Di Giacomo «poiché è arrivata addirittura a negare l’esistenza dell’atto di censura del Comitato di controllo analogo». La vicenda inizia nel dicembre 2016 con l’affidamento dell’incarico di supporto al Rup, per una serie di procedure d’acquisto della Linda, al geometra Gabriele Margiovanni, in precedenza componente dello staff della segreteria del sindaco. Un incarico sul quale si è pronunciato il Comitato di controllo analogo del Comune, (formato dal segretario comunale Stefania Coviello, dal suo vice Antonino D’Arcangelo e dal dirigente alle finanze Fabrizio Nerone) che ha evidenziato una serie di irregolarità e ne ha chiesto la revoca nel marzo scorso. Ma a fronte dei rilievi avanzati, l’amministratore unico Latorre ha bacchettato per iscritto l’organo collegiale e, nel mese di settembre, lo ha invitato a dare «indicazioni coerenti con gli indirizzi dettati dall’amministrazione». «Parole che inevitabilmente suonano come una minaccia», commentano i consiglieri Perazzetti, Travaglini e Valloreo, ponendo l’accento sul fatto che «da un lato l’amministrazione taglia ai cittadini i servizi come la ludoteca e aumenta le tariffe della Tari e dello scuolabus, dall’altro lato sperpera soldi pubblici nel dare incarichi ai soliti noti».
Le contestazioni dell’opposizione muovono dalla determinazione di un compenso fisso per Margiovanni, quantificato in 960 euro mensili (esclusi Cap e Iva) per sei mesi, da gennaio a giugno, «mentre in questi casi l’indennità si calcola per obiettivi» e dalla «mancata indicazione dei requisiti necessari per ricoprire quell’incarico, ovvero non è specificata né l’alta specializzazione del professionista né il curriculum che non risulta neanche allegato agli atti». «Inoltre», hanno spiegato i consiglieri, «il geometra aveva ricevuto un ulteriore incarico alla farmacia comunale, poi annullato in seguito all’intervento del Comitato su nostra sollecitazione». «Non ci sentiamo tutelati», incalza l’opposizione, «e non possiamo consentire che l’amministrazione comunale permetta una tale gestione della Linda che ricade su tutti i cittadini. Abbiamo presentato un’interrogazione al sindaco per sapere se la giunta intenda fare ricorso alla Procura della Corte dei Conti per accertare il danno erariale che deriva dalle carte che già abbiamo in nostro possesso e dal verbale stesso del Comitato di controllo analogo. Se la giunta non procederà, vuol dire che presenteremo noi l’esposto, valutando anche altre strade giudiziarie».

