La maggioranza si spacca sull’impianto del cimitero

BOLOGNANO. L'approvazione, prima della giunta e poi del consiglio comunale, inerente l'avvio dell'iter per la realizzazione di un impianto di incinerazione nel cimitero comunale di Piano D'Orta è...
BOLOGNANO. L'approvazione, prima della giunta e poi del consiglio comunale, inerente l'avvio dell'iter per la realizzazione di un impianto di incinerazione nel cimitero comunale di Piano D'Orta è stata la causa della fuoriuscita dalla maggioranza di due consiglieri, Luca Trovarelli e Vincenzo Nuccitelli, che hanno formato un gruppo indipendente denominato “Rispetto per Bolognano”.
Fra le motivazioni, «la necessità di offrire risposte più utili al nostro paese», dicono, «e la voglia di tornare a stare tra i nostri concittadini condividendone le esigenze ed affrontando con più concretezza i loro problemi». Durante i trascorsi due anni di amministrazione, vi erano state incomprensioni, che anche se sono state via via superate, hanno lasciato qualche incrinatura.
La decisione di dissociarsi è successiva con una recente iniziativa di un comitato di cittadini di Bolognano e delle frazioni di Musellaro e Piano d'Orta, coordinati da Luigi Di Giandomenico, Assunta Furlone e Loredana Nuccitelli, che avevano sottoscritto, con 200 firme, un documento che osteggiava la realizzazione dell’opera e al quale è seguita una formale denuncia del sindaco Guido Di Bartolomeo, nei confronti dei tre primi firmatari, con la motivazione che la raccolta delle firme fosse irregolare e non rispettosa delle procedure di legge. Atto che non ha impedito l’archiviazione del ricorso dal parte del giudicante, al quale poi il sindaco ha opposto ancora opposizione.
Insomma tensioni e incomprensioni hanno spaccato l'assetto del consiglio comunale, che ora si compone di tre schieramenti, quello di maggioranza con 5 consiglieri più il sindaco, il nuovo gruppo e quello di minoranza con tre consiglieri, capeggiato da Antonio Di Marco. «Decidere di opporsi all’archiviazione disposta dal magistrato è evidente segnale di difficoltà amministrativa della maggioranza che», si legge nella petizione, «non sapendo come difendersi dal giudizio dei cittadini, cerca di rinviare l’applicazione dello strumento di democrazia diretta della volontà popolare». Ancor più la frattura si è fatta profonda perché non ci si aspettava che il sindaco Di Bartolomeo si dicesse favorevole all’impianto dell’impianto, nonostante il no della volontà popolare (200 firme su circa mille abitanti). La petizione, poi, contesta al sindaco la decisione di non essersi opposto alla richiesta di installazione di pale eoliche nel proprio territorio, progetto che però troverà i suoi ostacoli atteso che la zona è sottoposta a vicolo archeologico.

