La memoria del sisma in un libro del Centro

5 Aprile 2019

Oggi in regalo per i lettori 80 pagine di racconti, e domani un inserto

L'AQUILA. Cento studenti del Liceo Cotugno e della scuola Mazzini-Patini e dodici giovani musicisti dell'Ensemble di sassofoni del Conservatorio "A. Casella", hanno accompagnato, ieri all’Aquila, la presentazione di una doppia iniziativa editoriale che il quotidiano il Centro ha voluto dedicare al decimo anniversario del terremoto del 6 aprile 2009.
La prima delle due pubblicazioni (patrocinate da Regione e Provincia dell'Aquila) esce oggi in edicola. Sarà distribuita gratuitamente con il giornale e s'intitola "L'Aquila 2009/2019. Dieci anni dopo".
IL REGALO. È un libro di 80 pagine in carta patinata. Un intenso viaggio nel dramma che ha segnato l’Abruzzo. Dalle prime ore dopo la catastrofe che ha cancellato in pochi secondi 309 vite ai giorni e ai mesi successivi. Un viaggio a ritroso attraverso le parole dei cronisti che, 10 anni fa, vissero e raccontarono il dolore. E infine, le lettere di un’intensità unica che, anno dopo anno, il giornalista del Centro, Giustino Parisse, ha scritto ai figli Domenico e Maria Paola, morti nel terremoto.
LA SECONDA. L’altra pubblicazione di 40 pagine ("L'Aquila, il decennale. Il terremoto: dal dolore alla speranza"), sarà in edicola domani in allegato al giornale. E parla di ricostruzione con interviste, approfondimenti e un focus sulle associazioni e i giovani. A presentare i due lavori ieri all’Emiciclo, durante la manifestazione patrocinata dal Consiglio regionale d'Abruzzo, c’erano il direttore del Centro, Piero Anchino, e i giornalisti Giustino Parisse e Domenico Ranieri. Molto toccante, nel corso della mattinata e con l'accompagnamento del maestro sassofonista Gabriele Semplicino, la lettura che l'attore e cantautore aquilano, Ugo Capezzali, ha fatto dell'ultima lettera di Parisse ai figli.
GLI INTERVENTI. «Ricordo persino quali abiti avevo addosso, tutti gli odori e i rumori di quella notte», ha detto il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri. «Tutti i consiglieri erano profondamente disorientati, ma la nostra vicinanza agli aquilani non è mai mancata. Sento oggi ancora parole negative sul dopo-sisma, ma non è così, perché molto di buono è stato fatto. Ringrazio il direttore Anchino, e gli editori del Centro (erano presenti Luigi Palmerini, Cristiano Artoni e Giovanni Scurti, ndr) per questa interessante iniziativa, a cui la Regione ha offerto un contributo».
Tra gli interventi anche quello del vicesindaco del Comune dell'Aquila, Raffaele Daniele, che ha salutato le due iniziative del Centro come un documento «utile per non dimenticare anche a distanza di anni». Il senatore Gaetano Quagliariello ha sottolineato il suo attaccamento all’Aquila, dove ha insegnato a lungo Storia contemporanea. «L'Aquila non è una città normale», ha detto, «e per i politici dev'essere un privilegio contribuire alla sua rinascita».
Tra gli altri interventi nella mattinata – intervallati dalle esecuzioni della giovane formazione del conservatorio – anche quelli del presidente dell'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo, Stefano Pallotta, che ha ribadito il ruolo «di servizio che il Centro ha avuto per la comunità disorientata, in un momento storico in cui il web e i social media non avevano raggiunto gli sviluppi attuali», e ha quindi richiamato la politica regionale a un maggiore impegno a tutela della stampa locale. Tra le altre testimonianze quelle dello chef stellato aquilano William Zonfa e del presidente del Fondo Etico dell'Ance, Aldo Mancurti, uno degli attori protagonisti della complessa macchina organizzativa della ricostruzione.
I GIOVANI. «Quando il terremoto ha colpito L'Aquila io avevo 2 anni, quindi non ricordo nulla, è grazie ai racconti dei miei genitori che oggi so che cosa è successo nella mia città». Così hanno detto quasi all’unisono e con parole scelte con cura Chiara Paoletti, della classe 2ª C, e Luca Dassatti, della 2ª L della scuola secondaria di primo grado Mazzini Patini.
Insieme ai loro compagni di scuola, hanno curato la mostra artistica "L'amo quindi la vivo. La mia città 10 anni dopo" che verrà inaugurata oggi alle 18. La rinascita parte proprio dai giovani aquilani che, dopo aver recuperato una memoria ai più sconosciuta, vogliono essere i protagonisti del futuro.
CHI C’ERA. In platea, tra i tanti, anche il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Santangelo, l'ex presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, il questore dell'Aquila Orazio D'Anna, la segretaria regionale Cgil Rita Innocenzi, e poi Elio Masciovecchio del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, i consiglieri regionali Sara Marcozzi, Americo Di Benedetto, e il deputato Antonio Martino.
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