«La mia casa promessa a un rom: per questo ho accoltellato Sandro»

PESCARA. Il gip del tribunale di Pescara, Antonella Di Carlo, convalida l’arresto e conferma gli arresti domiciliari di Ulderico Follieri (difeso dall’avvocato Luca Pellegrini), l’uomo che il 30...
PESCARA. Il gip del tribunale di Pescara, Antonella Di Carlo, convalida l’arresto e conferma gli arresti domiciliari di Ulderico Follieri (difeso dall’avvocato Luca Pellegrini), l’uomo che il 30 gennaio scorso ha colpito il titolare dell’alloggio dove viveva, Sandro La Carrubba, con 10 coltellate mandandolo in ospedale in prognosi riservata al culmine di una discussione, si presume incentrata sulla questione della casa.
Il pm Marina Tommolini aveva chiesto la custodia in carcere, ma a favore dell’indagato, accusato di tentato omicidio e porto abusivo del coltello, ha giocato il fatto di essersi immediatamente costituito in carcere, mentre i soccorritori portavano la vittima in ospedale, e di aver reso ampia confessione. Una storia dai contorni ancora oscuri che potranno essere chiariti solo quando le condizioni fisiche della vittima consentiranno al magistrato di interrogarlo.
Una vicenda che ruota attorno all'annoso problema delle case popolari, in questo caso dell'Ater, che vengono subaffittate anche più di una volta aggirando graduatorie ben chiare e trasparenti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, La Carrubba nel 2019, avrebbe subaffittato la sua casa a Follieri, alloggio gravato, stando a quanto sostiene l'arrestato, da numerose morosità di diverse migliaia di euro che ancora non si capisce bene di quale natura siano, visto che agli atti non ci sono documenti a riguardo.
Già nel corso dell’interrogatorio da parte della polizia, Follieri aveva fornito una sua versione, affermando che La Carrubba, un paio di anni fa, gli aveva proposto di subentrare nel suo alloggio popolare. «Dovevo pagare 1.700 euro all'Ater per lo sfratto, oltre a tutte le spese di acqua oltre al pagamento del canone di 25 euro mensili. A Sandro corrispondevo dei soldi mensilmente. Un po’ di tempo fa è arrivata una nuova ingiunzione di sfratto con un pagamento di 3.900 euro circa. Siccome la cosa non mi era gradita ho contattato Sandro chiedendogli la somma di 2.000 euro per andare via, che era la restituzione di una parte di quanto a suo tempo io gli avevo dato, come forma di risarcimento di quanto avevo pagato». Soldi che sarebbero stati intascati da Follieri. Poi si arriva al giorno dell'accoltellamento, quando, a detta di Follieri, Sandro lo contatta per incontrarsi con lui.
L’arrestato prima rifiuta, poi lo richiama a stretto giro e decidono di vedersi nella zona del Florian, sul lungofiume, dove Follieri arriva in bici mentre la vittima lo attende in auto. «All'inizio abbiamo parlato del più e del meno, ma io ero preoccupato», racconta Follieri, «perché Sandro aveva promesso a un rom l’appartamento da me occupato. Penso che Sandro aveva già ricevuto i soldi da questo rom, che mi aveva già intimato due volte che me ne dovevo andare». Poi la discussione degenera. «Mentre ero con Sandro», va avanti Follieri, «continuando a pensare che dovevo lasciare la casa, non ho capito più nulla, ho preso il coltello che porto sempre nel marsupio e l’ho colpito, non ricordo quante volte. Dopo aver colpito Sandro sono sceso dall’auto e Sandro è andato via e io mi sono recato al carcere per costituirmi avendo capito di aver commesso un fatto grave, di cui sono pentito». E la vittima, invece di andare in ospedale, si reca a casa del nipote che chiama subito i soccorsi. Da verificare anche la posizione del rom (il cui nome è uscito dall'interrogatorio), ora all'attenzione della procura, che sembra abbia dato 2.000 euro a La Carrubba e 2.000 euro a Follieri. E anche questo giro di soldi non è molto chiaro, così come non si comprende come La Carrubba sia arrivato a un debito di 1.700 con Ater pagando un mensile di 300 euro all’anno. Tutti aspetti che potrebbero trovare una risposta (o quantomeno degli elementi da incrociare con la tesi di Follieri), quando la vittima potrà essere interrogata dal pm. Intanto, la ricerca della polizia per trovare telecamere in zona, e capire se fosse presente qualche altra persona al momento dell'accoltellamento, non ha dato esiti positivi.

