La minoranza rilancia: «Ora Di Pasquale lasci la presidenza»

MONTESILVANO. La minoranza compatta chiede le dimissioni del presidente del Consiglio comunale, Umberto Di Pasquale. A 9 mesi dalla richiesta di convocazione d’urgenza di un’assemblea per discutere...
MONTESILVANO. La minoranza compatta chiede le dimissioni del presidente del Consiglio comunale, Umberto Di Pasquale. A 9 mesi dalla richiesta di convocazione d’urgenza di un’assemblea per discutere la sfiducia del presidente, promossa dai consiglieri comunali del gruppo #Montesilvano2019, ma mai arrivata in sala consiliare, un nuovo documento è stato protocollato ieri mattina su iniziativa di Paolo Rossi (Montesilvano Democratica).
A sottoscrivere la richiesta anche i 3 consiglieri del M5s (Straccini, Di Carlo e Ballarini), D’Ignazio e Gabriele, del Pd; Lino Ruggero, di Abruzzo Civico, e due componenti della maggioranza, Barbara Di Giovanni e Danilo Palumbo (Montesilvano Popolare). Nel documento, i consiglieri ricordano la richiesta già protocollata a maggio del 2017, non ritirata e mai portata in Consiglio dallo stesso presidente, e spiegano di condividerne appieno le motivazioni, tra cui la presunta «inadeguatezza al ruolo» del consigliere eletto in quota Forza Italia. «Sin dai primi momenti del proprio mandato», si legge nell’atto di sfiducia, «il presidente si è distinto per inappropriate capacità istituzionali che lo hanno portato sovente allo scontro con diversi consiglieri».
A detta dei firmatari, Di Pasquale, oltre ad avere «una condotta palesemente orientata verso la tutela della giunta e dei rappresentanti della maggioranza, mortificando sistematicamente le aspettative di gran parte dell’assemblea», avrebbe utilizzato «frasi irriguardose» nei confronti di alcuni consiglieri con l’intento di ledere «l’onorabilità dei diretti interessati». All’origine di questa rinnovata richiesta di sfiducia potrebbe esserci anche la recente creazione di un nuovo gruppo consiliare, Forza Montesilvano, composto proprio dal presidente Di Pasquale e da Enea D’Alonzo, espulso da Abruzzo Civico dopo il suo avvicinamento alla maggioranza e rimasto senza gruppo né commissioni. Una manovra che potrebbe aver indispettito non soltanto la minoranza, come dimostra la sottoscrizione del documento anche da parte di due componenti della maggioranza del sindaco Francesco Maragno.
Antonella Luccitti
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