«La montagna è rischiosa anche per i più esperti»

I consigli dello scalatore Di Federico e del presidente del Soccorso alpino Perilli Dall’abbigliamento adatto alla preparazione fisica necessaria per avventurarsi
«Quando si va in montagna, i rischi possono essere alti anche per chi è più esperto. Il pericolo è sempre dietro l’angolo e proprio per questo bisogna fare attenzione ed evitare anche le più piccole distrazioni».
L’appello arriva direttamente da due esperti abruzzesi che conoscono bene la montagna e la vivono quotidianamente: Daniele Perilli, presidente del Soccorso alpino e speleologico abruzzese (che è intervenuto sul luogo della tragedia e ha parlato ai microfoni di Rete 8), e l’alpinista e scalatore dei record Giampiero Di Federico, nativo di Scurcola Marsicana e teatino d’adozione intervistato dal Centro.
«Il tratto di montagna in cui è avvenuta la tragedia di ieri (nei pressi di Rava Giumenta Bianca, in zona Passo San Leonardo) non è particolarmente difficile da percorrere per chi è esperto», spiega Di Federico, «ma quando si fa scialpinismo bisogna fare sempre molta attenzione. L’incidente può avvenire sia in salita che in discesa, ma quando avviene in salita (come accaduto a Marco Trozzi) ha conseguenze più pericolose per motivi prettamente tecnici: gli scarponi sono in modalità camminata e i piedi sono più liberi di muoversi. Inoltre, è vero che il tratto è fattibile per chi è abituato a percorrere, ma ieri la neve era molto dura da quelle parti e anche il vento può avere influito. Purtroppo quando si va in montagna c’è sempre un quoziente di rischio non eludibile. E a volte ci si mette anche la sfortuna».
PRUDENZA E PREPARAZIONE
La tragedia del Monte Amaro ha rimarcato per l’ennesima volta l’importanza della cura dei dettagli e della prevenzione quando si va in montagna: «I tre scialpinisti coinvolti nella vicenda sulla Maiella erano super esperti, un chiaro segnale che l’incidente può essere sempre dietro l’angolo per chiunque», spiega il presidente del Soccorso alpino, Daniele Perilli, «può capitare a tutti una piccola distrazione, mentre si fa scialpinismo o si va in montagna a fare escursioni, che poi rischia di diventare fatale. Andare in montagna è bello», prosegue Perilli, «ma si rischia la vita ed ecco perché noi raccomandiamo sempre tanta prudenza e massima prevenzione». Non sono gli unici ingredienti fondamentali, l’altro lo precisa Di Federico: «Bisogna sempre usare le dovute cautele: non basta entrare in un negozio sportivo e uscire fuori con la “corazza” apparente dell’attrezzatura. La vera protezione è la cultura tecnica, insieme ad una adeguata preparazione». In tal senso, è fondamentale anche il grande lavoro di informazione e divulgazione che gli esperti come Perilli e Di Federico fanno continuamente, visto che negli ultimi anni è esploso l’afflusso di appassionati sulle montagne abruzzesi e, di conseguenza, è anche aumentato il rischio di incidenti.
«Come guida alpina, cerco sempre di evitare di andare in giro nei giorni più affollati, come il sabato e la domenica», spiega Di Federico, mentre Perilli fornisce i consigli principali per approcciare la montagna. «Noi siamo soccorritori, ma questa è solo l’ultima fase del nostro lavoro», sottolinea il presidente del Soccorso alpino abruzzese, «lavoriamo al meglio delle nostre possibilità per fare informazione, istruire chi va in montagna per far sì che gli incidenti ad alta quota diminuiscano. Meglio lavorare subito sulla prevenzione piuttosto che soccorrere dopo che le tragedie sono già avvenute».
I CONSIGLI DA SEGUIRE
Secondo gli esperti, in sintesi, le variabili da tenere d’occhio, quando si va in montagna, sono diverse. In primis serve un’adeguata preparazione fisica per potersi avventurare con più sicurezza. Bisogna comunicare sempre il luogo dell’escursione e il presunto orario di rientro «ma è anche importante scegliere abbigliamento e calzature adatte all’attività da fare», conclude il presidente Perilli, «portare sempre il telefono cellulare e una piccola dotazione di primo soccorso per emergenze. È bene controllare sempre il meteo prima di effettuare una scalata. Studiare bene i percorsi da affrontare e, in caso di necessità, chiamare subito il 118 e attivare il Soccorso alpino e speleologico d’Abruzzo».
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