La nipote: «Voleva la Porta del mare nell’area di risulta»
«Mio zio Franco voleva che la Porta del mare venisse innalzata sull'area di risulta e posizionata in direzione di corso Umberto, in modo tale che si vedesse il mare. Questa era la sua idea alla fine...
«Mio zio Franco voleva che la Porta del mare venisse innalzata sull'area di risulta e posizionata in direzione di corso Umberto, in modo tale che si vedesse il mare. Questa era la sua idea alla fine degli Anni Ottanta». E' il particolare svelato da Angela Summa, avvocato, nipote dell'artista pescarese salutato da tanti cittadini, ieri mattina, nella camera ardente allestita all'Aurum. Mauro Summa, l'altro nipote che gli è stato molto vicino negli ultimi 15 anni, ricorda il suo «fermento artistico, la sua grande voglia di ripensare gli spazi urbani». Giovanni Tavano, editore di Carsa, non si è staccato un attimo dalla bara(dentro la quale Summa ha voluto con sé solo gli occhiali nel suo ultimo viaggio): <Siamo stati amici per 52 anni, lo avevo conosciuto all’età di 14 anni, andavo nella galleria di via Regina Elena aperta con Ettore Spalletti ed Elio Di Blasio. Franco era un intransigente, non amava il pressapochismo, era mite, ordinatissimo, la sua arte era per la gente. Ha aiutato tantissimi giovani talenti, tra i suoi “figli artistici” c’è Francesca De Marinis, sua allieva al Misticoni. Diceva sempre: «La bellezza ci salva ogni giorno» e il suo obiettivo era lasciare un segno».
Franco Summa aveva iniziato a imbrattare le tele all’età di 14 anni. Il suo primo ritratto è stato il volto della madre, Angela Erminia Ciutti, di Tortoreto. L’addio all’artista anche dalle cognate, Rosina Colangelo e Rosanna Scorrano. L’architetto Mario Penitente ricorda «le sue battaglie per far riportare da Roma il Guerriero di Capestrano». L’avvocato Tiziana Di Michele: «Franco sapeva parlare ai giovani» ed era maniacalmente ordinato «aveva curato nei minimi particolari la regia della sua casa museo che presto sarà aperta al pubblico. Non ha lasciato nulla al caso e ha amato la vita fino all’ultimo».
(c.co.)
Franco Summa aveva iniziato a imbrattare le tele all’età di 14 anni. Il suo primo ritratto è stato il volto della madre, Angela Erminia Ciutti, di Tortoreto. L’addio all’artista anche dalle cognate, Rosina Colangelo e Rosanna Scorrano. L’architetto Mario Penitente ricorda «le sue battaglie per far riportare da Roma il Guerriero di Capestrano». L’avvocato Tiziana Di Michele: «Franco sapeva parlare ai giovani» ed era maniacalmente ordinato «aveva curato nei minimi particolari la regia della sua casa museo che presto sarà aperta al pubblico. Non ha lasciato nulla al caso e ha amato la vita fino all’ultimo».
(c.co.)

