La norma sblocca-cantieri, cresce l’attesa

24 Settembre 2023

Domani parte l’iter, la Cna Costruzioni chiede alla Regione di ascoltare le associazioni di impresa

PESCARA. Cresce l’attesa per la legge regionale sblocca-cantieri del Superbonus annunciata ieri dal presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri.
«Prendiamo atto favorevolmente della annunciata volontà della Regione di imprimere un’accelerazione a una legge che favorisca l’eliminazione dei “crediti incagliati” nei cassetti fiscali delle imprese edili impegnate nel Superbonus 110%. Ma prima che la norma vada in Consiglio per la sua approvazione, che ci auguriamo possa vedere la convergenza dell’intera assemblea dopo l’iter nelle commissioni, le forze politiche dovrebbero confrontarsi con le associazioni d’impresa del settore sottoponendo loro il testo proposto».
Così affermano il presidente e il responsabile regionale di Cna Costruzioni Abruzzo, Aurelio Malvone e Silvio Calice, dopo le anticipazioni pubblicate dal Centro: «Proprio considerando il poco tempo a disposizione prima della fine dell’attuale consiliatura», sottolineano, «occorre procedere con il massimo consenso di tutti all’approvazione di un provvedimento che può rappresentare una prima boccata d’ossigeno per un sistema di imprese a forte rischio di collasso, tale da innescare una possibile “bomba sociale”. In questo senso», concludono Malvone e Calice, «vorremmo anche comprendere quale sia l’effettiva capienza che società ed enti controllati dalla Regione sono in grado di mettere in campo a copertura del provvedimento, affinché possa avere una effettiva efficacia».
Parte invece dai dati Giancarlo De Sanctis, segretario generale della Filca Cisl Abruzzo Molise: «Il Superbonus ha permesso al settore delle costruzioni di crescere, su base nazionale, del 16% con un incremento di circa 400.000 posti di lavoro».
«In Abruzzo», spiega De Sanctis, «i valori che misurano il settore, hanno registrato incrementi che vanno dal 17% al 38% nei due anni tra il 2020, anno di avvio del Superbonus, ed il 2022. La massa salari, ossia il fatturato del settore», continua l’analisi del sindacalista, «ha avuto un incremento di 78 milioni di euro, passando da 206 a 284 milioni e segnando un +38%. Al secondo posto si posizionano le ore lavorate che hanno registrato un incremento di oltre 5 milioni di ore, passando da 22 a 27 milioni di ore lavorate e segnando un +25%. Per ciò che riguarda i lavoratori edili, si è passati da 25.196 a 29.599, con un incremento di 4.403 unità pari ad un +17%».
De Sanctis entra anche nel dettaglio: «Gli incrementi più consistenti si sono avuti nella Cassa Edile dei territori di Teramo (+17 milioni di massa salari e +1.525 lavoratori) e L’Aquila (+23 milioni di massa salari e +1.098 lavoratori) e nella Edilcassa dei territori di Chieti (+10 milioni di massa salari e +461 lavoratori) e Pescara (+8 milioni di massa salari e +605 lavoratori)».
E arriviamo al dunque: «È evidente quanto il Superbonus abbia inciso positivamente sul settore delle costruzioni, ma è altrettanto emblematico come tale dispositivo, privo di regole, non abbia colto lo scopo per il quale era stato ideato: il recupero del patrimonio urbanistico vetusto del nostro paese», sottolinea il segretario generale della Filca Abruzzo Molise secondo il quale «la rigenerazione urbana deve riguardare prioritariamente le periferie e l’edilizia popolare, dove vive l’80% dei cittadini. È in queste aree che gli incentivi restituiscono i maggiori benefici, soprattutto in termini sociali, superando le marginalità che oggi causano fenomeni sociali estremi».
Infine e soprattutto: «Per la Filca Cisl gli incentivi legati al Superbonus devono diventare strutturali in modo da permettere alle imprese di programmare gli interventi e di realizzare un lavoro di qualità e devono essere partecipati dal privato». Sì, del privato perché, conclude De Sanctis: «È stata proprio la mancanza di conflitto di interesse tra pubblico e privato, con l’intervento privato finanziato per oltre il 100 per cento della spesa dal pubblico, che ha favorito fenomeni di illegalità e frodi nei confronti dello Stato, violando anche qui la bontà della norma». (l.c.)